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Jordan Rudess (Dream Theater): "Quella volta che fui cacciato dallo studio dei Pink Floyd"

Il tastierista e la mancata collaborazione con la leggendaria rock band britannica. All'epoca aveva appena 23 anni: "Bob Ezrin mi guardò e disse: 'Puoi anche andartene'". Il racconto.
Jordan Rudess (Dream Theater): "Quella volta che fui cacciato dallo studio dei Pink Floyd"

Immaginate che un vostro amico vi chiami e che vi dia appuntamento in uno studio di registrazione. Immaginate di trovarvi in mezzo ad altri musicisti, di ascoltare la voce di David Gilmour e di realizzare di essere nella sala in cui i Pink Floyd stanno registrando nuova musica. È quanto accaduto a Jordan Rudess, il tastierista dei Dream Theater, nel 1979. Le sessions erano quelle che avrebbero portato alla nascita di "The wall", l'iconico album della leggendaria rock band britannica. Rudess, all'epoca, aveva 23 anni: suonava già, ma non aveva ancora fatto chissà quali esperienze - e con John Petrucci e soci avrebbe cominciato a suonare solamente vent'anni dopo, nel 1999. Il finale di questa storia non è lieto: Rudess fu cacciato dallo studio.

Il 64enne tastierista newyorkese ha raccontato l'aneddoto in una recente intervista concessa ai microfoni del podcast "The Chuck Shute. Tutto cominciò con la telefonata di quell'amico:

Un giorno mi disse: 'Andiamo'. E ci ritrovammo in questo studio. Io non sapevo niente di niente. Mi disse: 'Tu sai suonare il rullante, no?'. Gli risposi: 'Cosa? Il rullante?'. Lo suonavo ai tempi delle elementari. Ad ogni modo, non sapevo cosa stesse per succedere. Ma mi misi a suonare. C'erano altri quattordici percussionisti in quel bellissimo studio. 

A questo punto del racconto fa il suo ingresso Bob Ezrin, che affiancò Roger Waters e David Gilmour nella produzione di "The wall":

Stavo giusto cercando di ricordare come si suonasse quando arrivò questo signore, Bob Ezrin. Mi guardò e disse: 'Non lo so. Forse puoi anche andartene. Non abbiamo bisogno di te'. Presero i migliori. Io passai per la control room dello studio, per uscire. 

È lì, nella crontrol room, che il 23enne Jordan Rudess realizza di essere stato appena fatto fuori dalle sessions di un album dei Pink Floyd:

All'improvviso sento la voce di David Gilmour. 'Il tizio dei Pink Floyd?! Ma che diamine', dico. Perché i musicisti stavano registrando solo una singola parte, ma quando riavvolsero il nastro io riconobbi che quella era la voce di David Gilmour. Dissi: 'Porca tr*ia, questa è una session dei Pink Floyd. È una storia vera. È successo tanto tempo fa. E sì, fui cacciato da una session dei Pink Floyd.

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