Led Zeppelin, altri dettagli sul documentario presentato al Festival di Venezia

In ‘Becoming Led Zeppelin’ molto materiale d’archivio ma nessun intervento di testimoni della nascita della band di Page e Plant
Led Zeppelin, altri dettagli sul documentario presentato al Festival di Venezia

Su Dagospia il critico cinematografico Marco Giusti firma una recensione di “Becoming Led Zeppelin”, il documentario sulla band di “Stairway to Heaven” diretto da Bernard MacMahon incentrato sul periodo pre-fama della formazione un tempo guidata da Robert Plant e Jimmy Page.

“Lunghissimo e documentatissimo”, il lavoro - osserva Giusti - “presenta non la costruzione del gruppo, ma tutto quello che [i Led Zeppelin] hanno sentito, amato e suonato prima di esplodere nel 1968 e proseguire negli anni successivi”. Ampia e documentata è la sezione riguardante le attività dei componenti della band prima della nascita della stessa, a cominciare dalle attività di Page come session man per Shirley Bassey, Petula Clark, Who [per "I Can't Explain"], Rolling Stones [per “Heart of Stone”] e di John Paul Jones come arrangiatore [per “Mellow Yellow” di Donovan]. Non mancano, tra l’altro, gustosi aneddoti - sempre rigorosamente musicali:

“Robert Plant va a sentire il concerto del più grande suonatore di armonica blues di ogni tempo, lo sdentatissimo Sonny Boy Williamson. Se lo ritrova in bagno mentre sta pisciando. Gli chiede un autografo e Sonny Boy lo manda affanculo”

Pur molto valido, il lungometraggio ha anche punti deboli: “per la loro storia, raccontata tutta in prima persona, ci vorrebbe allora un altro film. Che non c’è. Perché, come fanno giustamente notare alcuni critici un po’ incazzati, non sono stati intervistati produttori, amici, agenti legati ai loro dischi e ai loro tour. Tutto è autocelebrativo e visto solo dalla loro parte”, conclude Giusti, “Così facendo, la storia dei Led Zeppelin, alla fine, è meno interessante del becoming, del prima che diventassero gruppo. Ma la prima ora con qualsiasi materiale presentato al meglio e al peggio, c’è pure un nastro rovinato fantastico e davvero mai visto, è qualcosa di incredibile”.

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