Covers story: “Dazed and confused” dei Led Zeppelin

La storia di una canzone e delle sue versioni
Covers story: “Dazed and confused” dei Led Zeppelin

Dazed and Confused 
Led Zeppelin (1969)
Originale: Jake Holmes (1967) 

Negli anni ’60, e fino ai primi anni ’70, quella della cover era una pratica molto comune.

Era diversa anche la percezione che ne aveva il pubblico: rispetto ad oggi, quando il concetto di cover può essere letto come un vezzo artistico oppure al contrario come mancanza di talento creativo, all'epoca era consueto che i dirigenti delle case discografiche assegnassero a artisti diversi, anche contemporaneamente, lo stesso pezzo da interpretare, in base al repertorio disponibile tra le proprie edizioni. Per questa ragione, quando nel 1969 "Dazed and Confused" venne inclusa nell’album di esordio dei Led Zeppelin nessuno la considerò una cover; in primo luogo perché l’autore ed esecutore originale, Jake Holmes, non era molto popolare in Europa e poi anche perché la canzone era già parte del repertorio dal vivo dell’ultima configurazione degli Yardbirds con Jimmy Page alla chitarra. In molti avevano supposto che il pezzo arrivasse da lì e lo stesso chitarrista finì col "dimenticarsi" dell’origine del brano accreditandolo se stesso sia presso la società degli autori che sull’etichetta dell’album Led Zeppelin I.


Jake Holmes

Eppure la canzone di Holmes, che suonò come supporto agli Yardbirds nel 1967, proprio nel periodo in cui venne pubblicità la sua versione, è inequivocabilmente la stessa del gruppo inglese che si differenzia sostanzialmente per un approccio più potente sia nell'espressione vocale che in quella strumentale. Il clima bluesy che si respirava nel brano di Holmes fu solo adattato ai dettami del rock duro che in quegli anni era molto in voga tra le formazioni inglesi. Per il resto si tratta dello stesso brano, testo e musica. 


Led Zeppelin 

Per questo appare bizzarra la ritrosia di Jimmy Page a riconoscere a Holmes la paternità della canzone, sostenendo che non sia da escludere che fosse successo proprio il contrario, ossia che fosse stato il musicista americano ad aver copiato il pezzo dagli Yardbirds nel periodo in cui apriva i loro concerti. Per rafforzare questa ipotesi, il chitarrista dei Led Zeppelin fa leva sulla singolare iniziale mancanza di azioni da parte di Holmes che ha aspettato quarant’anni prima di farsi avanti per chiedere ciò che gli spetta. L’americano ha contattato personalmente Page per chiarire la questione solo nel 2010.

Page non si degnò nemmeno di rispondergli e così Holmes, l’anno successivo, decise di adire le vie legali intentando causa contro il chitarrista accusandolo di aver intenzionalmente plagiato la sua canzone. In a seguito di ciò Page acconsentì a un incontro fuori dal tribunale durante il quale raggiunse un accordo economico soddisfacente sia per lui che per Holmes. Il compromesso raggiunto include anche la clausola secondo la quale tutte le edizioni successive dei dischi dei Led Zeppelin in cui appare "Dazed and Confused" (compilation, live, remaster, deluxe ecc…) dovranno riportare il nome di Holmes tra gli autori del brano.

Questo testo è tratto, per gentile concessione di Crac Edizioni, dal libro “Cover and over again”, di Joyello Triolo.


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