Dave Grohl: "Non riesco ad ascoltare "In Utero", mi fa accapponare la pelle"
Il frontman dei Foo Fighters Dave Grohl ha detto che ascoltare il terzo album dei Nirvana "In Utero" pubblicato nel 1993 "gli fa accapponare la pelle".
L'ex batterista della band di Seattle ne ha parlato per una nuova versione aggiornata della sua biografia uscita nel 2011, 'This Is A Call: The Life And Times Of Dave Grohl', che dovrebbe essere pubblicata il prossimo mese.
In un nuovo estratto del volume condiviso da Louder, Dave Grohl ha spiegato riguardo "In Utero": “Ha catturato un momento nel tempo della band, ed è sicuramente una rappresentazione accurata di quel tempo, che era oscuro. È un album fottutamente oscuro. Non mi piace ascoltare quel disco. Per me è inquietante".
Ha poi continuato dicendo: “Ogni tanto sento le canzoni alla radio e mi piace la differenza sonora di ascoltare "All Apologies" o "Heart-Shaped Box" nel bel mezzo di un mucchio di moderna musica rock radiofonica compressa da Pro Tool perché si distingue. Ma dal punto di vista dei testi e concettualmente, non è qualcosa che mi piace rivisitare troppo spesso. Ciò che amo maggiormente è il suono dell'urgenza e il suono di noi tre dentro una stanza.”
Grohl ha inoltre spiegato che "In Utero" e l'album precedente dei Nirvana, il celeberrimo "Nevermind" uscito nel settembre del 1991, "sono due album totalmente diversi". ""Nevermind" era intenzionale, per quanto qualsiasi revisionista possa dire che era una versione artificiosa dei Nirvana, non lo era. Andammo là per fare quel disco, abbiamo provato ore e ore e ore, giorno dopo giorno, per arrivare a "Nevermind". Ma "In Utero" era molto diverso. Non c'era un processo laborioso... venne fuori, come uno sfogo, era davvero puro.”
Nel pensiero di Dave Grohl, il terzo album dei Nirvana fu una risposta "al successo e al suono di "Nevermind". Ci siamo semplicemente spinti nella direzione opposta, tipo, 'Davvero è quello che vi piace? Bene, ecco cosa facciamo adesso!' Ma per me è un album difficile da ascoltare dall'inizio alla fine. (…) È molto reale e poiché è una rappresentazione davvero accurata della band in quel momento, porta altri ricordi; mi fa accapponare la pelle".
Sempre a proposito di Nirvana è notizia di queste ore che il gruppo che fu di Kurt Cobain è stato citato in giudizio dal 30enne Spencer Elden che, neonato, apparve sulla copertina di "Nevermind" ( leggi qui la recensione ). Poiché, così sostiene, quella fotografia sia pedopornografia.