"Bruce era nel suo camerino": i retroscena del disastroso concerto a New York

Ecco cosa è successo dietro le quinte dell'evento che avrebbe dovuto celebrare il ritorno di New York alla normalità, interrotto dall'arrivo dell'uragano Henri.
"Bruce era nel suo camerino": i retroscena del disastroso concerto a New York
Credits: Eric Meola

Hanno fatto in tempo ad esibirsi solamente Jennifer Hudson, Santana, LL Cool J, Polo G, Andrea Bocelli, gli Earth Wind & Fire, i Journey e Barry Manilow: è stato mentre quest'ultimo cantava la sua hit "Copacabana" che la polizia ha invitato i 60 mila spettatori - erano ammessi solamente vaccinati - ad abbandonare Central Park "a causa dell'avvicinarsi di un peggioramento delle condizioni meteo". Tutta colpa dell'uragano Henri, già arrivato sulla costa nordorientale degli Usa.

Cosa è successo successivamente nel backstage di "We Love NYC", il grande concerto-evento che lo scorso sabato sera nel grande parco della Grande Mela avrebbe dovuto celebrare il ritorno di New York alla normalità, lo ha raccontato a "Variety" Doug Davis, figlio di Clive, leggendario produttore e impresario, coinvolto nell'organizzazione dello show fortemente voluto dal sindaco Bill De Blasio. Ricostruendo anche l'attesa dei vari protagonisti che avrebbero dovuto esibirsi sul palco, a partire dal Boss:

"Bruce nonostante tutto si è presentato nel backstage. Si è messo nel suo camerino e ha aspettato insieme a noi. Paul Simon, che vive giusto dall'altra parte del parco, è rimasto invece nel suo appartamento. Jimmy Fallon (popolare conduttore tv, ndr) era nella sua automobile. Aspettavano tutti insieme a noi, cercando di essere ottimisti".

Disastro è dir poco. Un fulmine ha colpito il palco principale, che è diventato così inutilizzabile. Davis ha provato a spostare tutto lo show su un altro palco, riorganizzando la scaletta. Impossibile interrompere così bruscamente la diretta della CNN, con gli investitori pubblicitari che avevano altissime aspettative:

"Si aspettavano che almeno 200 milioni di persone si sintonizzassero per guardare lo show. Sapevamo tutti che si trattava di un evento irripetibile e dovevamo andare avanti nonostante tutto".

Ma andare avanti sarebbe stato troppo rischioso:

"Ero con il sindaco sul palco quando abbiamo visto il fulmine. Sapevamo che la sicurezza sarebbe venuta a mancare".

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