Rovazzi e Ramazzotti, "La mia felicità" è musica leggera. Anzi: leggerissima

La nuova canzone riuscirà a rilanciare il fenomeno Rovazzi, dopo due anni di stop? In suo soccorso arrivano anche Colapesce e Dimartino.
Rovazzi e Ramazzotti, "La mia felicità" è musica leggera. Anzi: leggerissima

Parte con un giro di basso potentissimo e un groove che ai seguaci della scena itpop ricorderà quello di "Non finirà" de I Cani. Anche il testo richiama il Contessa più pop di "Aurora", quello che si prendeva gioco dei mi piace, delle sponsorizzazioni e della cultura dei social con "Questo nostro grande amore", tra ironia e sarcasmo: "Ho unito per due anni che ore sono non lo so / sono pieno / anche meno / ho giocato così tanto che ora sono dentro code / e mi droppo / dove voglio", canta Rovazzi.

Non ci sarebbe niente di male se fosse proprio la voce de "I pariolini di diciott'anni" l'autore de "La mia felicità", il singolo che segna il ritorno alla canzone da protagonista dell'ex youtuber diventato imprenditore digitale, dopo il duetto dell'anno scorso con Danti e Raf su "Liberi" (non pubblicava un pezzo suo da due anni: l'ultimo, nel 2019, "Senza pensieri"). Ma non è Contessa che Rovazzi canta in questo nuovo singolo, in duetto con Eros Ramazzotti, cercando un rilancio dopo la performance così e così della già citata "Senza pensieri" (parlano i numeri: il video di "Andiamo a comandare" è arrivato a quasi 190 milioni di visualizzazioni su YouTube, quello di "Tutto molto interessante" a 150 milioni, quello di "Volare" a 134 milioni, quello di "Senza pensieri" si è fermato a 27 milioni). Anche se è più o meno a quella fazione della (nuova) canzone italiana che guarda.

"La mia felicità" porta le firme di Colapesce e Dimartino, che ormai prendono tutto - ma proprio tutto - quello che viene, dopo l'esaltazione totale di "Musica leggerissima", il pezzo rivelazione dell'ultimo Festival di Sanremo che ha conquistato le radio, lo streaming, il web e tutto quello che c'è da conquistare.

La voce di "Più bella cosa", 57 anni, controbilancia le operazioni nostalgiche legate alla rivalutazione del suo repertorio nel quarantennale dell'esordio (nell''81 partecipò al Festival di Castrocaro), con gli album più significativi della sua discografia che arrivano sulle piattaforme rimasterizzati e tornano nei negozi in speciali ristampe in vinile, mettendosi in gioco con questo duetto. Che è un tormentone nato. Il ritornello è proprio di Ramazzotti: "Scusa ma prende male / ci sentiamo alla fine dell'estate / giuro che mi dispiace / ti chiamo doma. / ti voglio be. / salutami tu. / vabbè, felicità", in un'esplosione di tastieroni e sintetizzatori (la produzione è di Simone Privitera, già al fianco di Fedez e Gaia).

Arriverà un video che farà milioni di visualizzazioni. Arriveranno le parodie. Arriveranno i meme sui social. Arriveranno le polemiche, anche quelle. Non arrabbiatevi. In fondo, è solo musica leggera. Anzi: leggerissima.

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