Billie Eilish si scusa per un vecchio video ‘razzista’. E chiarisce che...

La popstar aveva condiviso a ‘13 o 14 anni’ due brevi filmati su TikTok che in molti hanno interpretato come offese alla comunità asiatica: ‘Sono sgomenta e imbarazzata, ma, a mia discolpa…’
Billie Eilish si scusa per un vecchio video ‘razzista’. E chiarisce che...

Nella notte tra lunedì 21 e martedì 22 giugno Billie Eilish ha postato sui suoi canali social una lunga lettera indirizzata ai fan per difendersi dalle accuse di razzismo piovutegli addosso sono che in Rete sono riemersi due filmati postati dalla voce di “Bad Guy” su TikTok in giovanissima età. I due frammenti di clip sono stati riproposti dagli utenti del social in montaggi come questo:

I passaggi incriminati sono due. Il primo: in un lip synch - cantare mimando con le labbra l’esecuzione del brano in sottofondo - la Eilish ha riproposto i versi d’apertura della canzone di Tyler the Creator “Fish” - da “Globlin” del 2011, ovvero “Slip it in her drink and in the blink / Of an eye I can make a white girl look chink” (“Lo metto nel suo drink e in un attimo posso far sembrare una ragazza bianca una ‘chink’”, dove “chink” è un termine dispregiativo inglese utilizzato per indicare le persone di discendenza cinese o, più in generale, di origini asiatiche).

Il secondo riguarda invece degli spezzoni dove la Eilish parla un buffo linguaggio incomprensibile che alcuni hanno identificato come una presa in giro degli idiomi orientali. Dato che il tema della discriminazione nei confronti (anche) delle comunità asiatiche di tutto il mondo è molto forte e sentito - ricordate il Dj della radio tedesca che rischiò il posto di lavoro per una battuta di cattivo gusto sui BTS? - la cantante si è sentita in dovere di chiarire la propria posizione in merito ai pezzi del suo passato tornati d’attualità.

“Vi voglio bene ragazzi, e molti di voi mi hanno chiesto di affrontare questa faccenda”, ha scritto l’artista: “E voglio affrontarla, questa cosa, perché sto venendo etichettata come qualcuna che non sono. C'è un video editato che ho tra i piedi da quando avevo 13 o 14 anni in cui ho pronunciato una parola da una canzone che all'epoca non sapevo fosse un termine dispregiativo usato contro gli appartenenti alla comunità asiatica. Sono sgomenta e imbarazzato, e vorrei vomitare per aver pronunciato anche una sola volta quel termine. In quella canzone ho sentito per la prima e unica volta quella parola, perché nessuno della mia famiglia l’ha mai usata. A prescindere dalla mia ignoranza e dall’età che avevo all'epoca, nulla giustifica il fatto che sia stato doloroso. E per questo mi dispiace”.

“L'altro video in quella clip modificata sono io che parlo con una voce stupida e incomprensibile”, prosegue la cantante: “E’ qualcosa che ho iniziato a fare da bambina e che ho fatto per tutta la vita parlando con i miei animali domestici, gli amici e la famiglia. E’ assolutamente incomprensibile e sono solo io che sto scherzando: non è, in alcun modo, un'imitazione di nessuno, o di una qualsiasi lingua, accento o cultura. Chi mi conosce mi ha visto scherzare con la voce in questo modo per tutta la vita”.

“Indipendentemente da come sono state interpretate, non volevo che nessuna delle mie azioni potesse causare del male ad altri, e mi spezza assolutamente il cuore che ora vengano etichettate in un modo che potrebbe causare dolore alle persone che le ascoltano”, ha concluso Eilish: “Non solo credo in questi valori, ma ho sempre lavorato duramente per utilizzare i miei social per battermi a favore dell'inclusione, della gentilezza, della tolleranza, dell'equità e dell'uguaglianza. Abbiamo tutti bisogno di continuare a parlare, ascoltare e imparare. Vi ascolto e ti voglio bene”.

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