Vasco Rossi e Dylan Dog: “Io sono l’indagatore dell’inquietudine".

Il rocker, in un'intervista, racconta il suo rapporto con il fumetto, che dedica tre albi a personaggi delle sue canzoni
Vasco Rossi e Dylan Dog: “Io sono l’indagatore dell’inquietudine".
Credits: Gianluca Simoni

In una lunga intervista, Vasco Rossi racconta il suo rapporto con Dylan Dog, il fumetto della Bonelli che prossimamente pubblicherà tra albi con storie ispirate a tre figure femminili di canzoni del cantautore emiliano: "Sally", "Albachiara" e "Jenny è pazza".

Conversando con Luca Valtorta di Repubblica, Vasco racconta che, "Mi sembrava di sentire una certa affinità con il personaggio e quindi, immagino, con il suo creatore, Tiziano Sclavi", che però non ha mai incontrato: "mi hanno detto che è molto schivo e misterioso, vive in una casa lontano da tutto e da tutti". "Io sono l’indagatore dell’inquietudine", continua Vasco. "Come Dylan Dog o il suo alter-ego Sclavi, che l’ha creato, anch’io frequento i miei incubi per scrivere le canzoni, anch’io frequento la parte più oscura di me per prendere l’ispirazione. Spesso le immagini che uso non sono razionali, vengono dall’inconscio".

A proposito di Sally, ispirata alla canzone di "Nessun pericolo... per te", che nel fumetto è morta ma non sa di esserlo

Le sceneggiatrici avevano carta bianca per raccontare le storie di queste donne, però mi sembra che con questa scelta Paola Barbato abbia voluto sottolineare una cosa importante della canzone, quella parte che dice: “Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra”, ovvero Sally non ha più voglia di combattere, neanche per le cose in cui crede. È pronta, insomma, a fare i compromessi che servono per andare avanti nella vita, sia nel rapporto di coppia in cui realizzi che la perfezione non esiste, sia nel lavoro che magari non è come avevi sognato. È la ragazza matura, che ha già vissuto molte esperienze della vita, anche dure. Molte delle sue illusioni sono crollate, che è un po’ quello che succede a tutti in quella fase che viene chiamata della “maturità”. Ma questa consapevolezza non consola, o almeno questo succede a me. Mi dà più ansia che altro, anche perché, quando l’hai raggiunta, indietro non puoi tornare.
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Oggi forse scriverei “è tutto un disequilibrio sopra la follia” perché mi sembra che ormai l’equilibrio qui ce l’abbiano in pochi. Anche nel disequilibrio poi si riesce ad andare avanti, anche perché non si può fare altrimenti... Ma questo è un momento veramente incredibile perché questa tragedia, questa apocalisse credo, o almeno spero, ci ha fatto capire molte cose, soprattutto la distinzione tra quelle davvero importanti e quelle che non lo sono 
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A proposito di "Albachiara":

Albachiara racconta la bellezza, la purezza, la freschezza: “Ti addormenti di sera, ti risvegli col sole”. Cosa che, mi viene in mente, faccio io oggi (ride, ndr). Beh, quasi: non è ancora così ma ci arriverò. Allora comunque era un po’ il contrario di come vivevo io. Poi, però, c’era la provocazione di parlare di masturbazione femminile nel ’78, che era un argomento abbastanza delicato nonostante il femminismo. A 17 anni stavo con una ragazza molto femminista che mi ha educato con dolcezza, ma anche con durezza estrema, a rispettare certe cose che noi ragazzi immaturi del tempo non vedevamo. A dire il vero mi ha proprio fatto a pezzi, come qualche volta succede anche a Dylan Dog con le sue fidanzate, ma c’è voluto un bel po’ per riprendermi ma anche quella è stata una cosa importante».

A proposito di "Jenny è pazza".

In Jenny, che ho scritto quando la mia avventura musicale doveva ancora incominciare, raccontavo in realtà la mia storia personale. Quello che una volta chiamavano “esaurimento”. Mi ricordo mia zia che diceva: “L’esaurimento te lo curo io, ma con le bastonate!”. Pensa il mondo in cui sono cresciuto" La canzone inizia dicendo: “Jenny non vuol più parlare/ Non vuol più giocare/ Vorrebbe soltanto dormire”. Perché questo è esattamente ciò che succede in quei momenti lì: sembra che tutte le cose esistano solo per darti fastidio e sono sensazioni che non riesci a comunicare a nessuno. E Jenny viene emarginata perché è “diversa”.

A proposito di demoni  e incubi, che condivide con Dylan Dog

Il peggiore è, appunto, la follia. Pensa a quella frase di Sally che dice: “Perché la vita è un brivido che vola via/ È tutto un equilibrio sopra la follia”. Quando mi è venuta fuori pensavo: “Ma forse è una cosa troppo personale, mia, una cosa che vivo io perché non sono normale”. Poi, invece, vedendo come ci si riconosceva il pubblico, ho capito che è una condizione universale.

Abbiamo imparato a convivere con una sensazione di pericolo. Un pericolo che oltre a quello della malattia oggi è quello della confusione, generato da notizie false che inducono ulteriore paura: questo è il vero spettro che si aggira per l’Europa e nel mondo intero, non più quello del comunismo ma quello del populismo».

E ancora:

Io faccio spesso sogni pieni di angoscia: li chiamo “sogni faticosi”. Nella notte spesso soffro, vivo situazioni assurde. Freud diceva che i sogni sono tentativi di realizzazione di un desiderio, per questo quasi tutti i sogni sono in realtà pieni di angoscia, ma non ne ricordo uno in particolare. Però devo dirti che mi piace anche questa cosa dell’“indagatore”: mi piace frequentare questi alti e bassi. La mia curiosità è sempre stata di vedere dove andiamo a finire, andare fino in fondo».

 

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