Bruce Springsteen: l’incidente motociclistico e il taglio di capelli
Dopo la biografia Born to Run del 2016 e il lungo periodo trascorso On Broadway, la dimensione di narratore di Bruce Springsteen è cresciuta a livelli pari a quella di autore musicale, conclamata da decenni. Nella recente serie Renegades – podcast a episodi con l’ex-presidente U.S.A. Barack Obama – lo status di questa dimensione non ha fatto che crescere ulteriormente: è intrattenimento di grande spessore allo stato puro. Ha perfino fornito l’occasione per scoprire qualcosa di ancora inedito – ad esempio, quanto sostanziali siano stati il suggerimento e l’ispirazione di Obama per decidere poi di forgiare e produrre il suo show teatrale, il cui format visse un vero e proprio prequel con uno spettacolo per pochi intimi alla Casa Bianca.
Ma ha soprattutto contribuito a rispolverare impagabili aneddoti sulla vicenda personale del Boss. Che, come ampiamente noto ai fans, è stata fortemente determinata dalla sua complessa relazione con il padre. La sua figura incombente si rivelò appieno in occasione dell’infausto incidente motociclistico seguito dal… taglio di capelli. Springsteen ne ha parlato di recente con “Fresh Air”.
Nel 1967 Bruce sfoggiava una chioma lunga e fluente, che costituiva l’equivalente di una dichiarazione di guerra nei confronti del genitore burbero, silenzioso e tradizionalista con il quale ancora condivideva la casa insieme alla madre e alla sorella.
Springsteen ad un certo punto ebbe un serissimo incidente motocliclistico:
“Fui fortunato a sopravvivere perché la moto finì sotto l’auto e volai per sei-sette metri. Non portavo il casco, sbattei la testa sul selciato, svenni e ebbi una commozione cerebrale, rovinandomi la gamba sinistra. E fui fortunato a non ammazzarmi, dato che indossavo abbigliamento senza alcuna protezione. Presi una bella botta”.
Ma, proprio quando le cose si stavano sistemando sotto il profilo sanitario, uscito dall’ospedale e rientrato a casa per la convalescenza il padre tese al futuro Boss un vero e proprio agguato: gli fece trovare un barbiere che gli tosò quei capelli che il vecchio Douglas proprio non sopportava:
“Al tempo chiamare il barbiere a casa aveva lo stesso significato di tagliare le ciocche a Sansone (per togliergli la forza). Ora è buffo. Al tempo non pensavo che lo fosse. Ero furioso”.
Alla relazione di amore-odio ed alla figura del padre, che Springsteen ha rivelato negli ultimi anni avere seri problemi psicologici e mentali, l’artista ha dedicato insieme a Obama l’episodio “Fatherhood” della serie Renegades.
Il Boss, settantunenne, ha appena ricevuto il Woody Guthrie Prize.