Roger Waters: la Palestina e le minacce ricevute dalla ‘lobby israeliana’
Sono trascorsi un paio di giorni prima che il contributo video facesse per bene il giro del web, ma in queste ore la sua presa di posizione pro-Palestina riguardo all’attuale conflitto che la vede opposta ad Israele sulla Striscia di Gaza sta facendo rumore e dividendo i suoi fans musicali.
Intervistato da Russia Today, con la quale non è la prima volta che il co-fondatore dei Pink Floyd si collega in videocall dal suo appartamento di New York, Roger Waters ha parlato piuttosto chiaro e ha anche improvvisato una coreografia che avrebbe lasciato pochi dubbi anche in assenza di audio. Inquadrato con alle spalle una bandiera che associa manifestamente gli Stati Uniti al nazismo (l’acronimo USSA è scritto in modo che la grafica delle sue due S ricordi quelle della tristemente nota svastica) Waters ha affermato che gli abitanti di Gaza sono moralmente obbligati ad usare violenza nei confronti degli Israeliani per resistere all’occupazione, ha denunciato minacce nei suoi confronti e negato che le sue critiche facciano di lui un antisemita.
Qui sotto il video, seguito da un sunto dei principali passaggi.
“Questo non è un conflitto ad armi pari. Quando parliamo di Gaza, parliamo di un barile pieno di pesci sul quale gli Israeliani sparano con la loro artiglieria ad alta precisione. Stanno assassinando i detenuti di una prigione a cielo aperto. E’ questo che stanno facendo. Alcuni dei detenuti cercano di controbattere in qualsiasi modo riescano e occasionalmente hanno fatto ricorso a razzi fatti in casa lanciati oltre le mura della prigione che li contiene. E non li si può criticare. Anzi, hanno un obbligo morale di resistere all’occupazione della loro terra da parte di un potere straniero.
Quello di Israele è un regime di apartheid impegnato nella pulizia di tutti gli indigeni dalla terra su cui hanno messo gli occhi prima del 1948 e che da allora cercano di colonizzare. Quelli che tra noi criticano lo stato di Israele e la sua politica fatta di genocidio, apartheid e razzismo non sono antisemiti.
So che la lobby israeliana è al lavoro. Ne sono stato personalmente minacciato, e non farò nomi perché è troppo delicato, ma certe persone mi hanno detto ‘Non vorremmo proprio vedere che ti succeda qualcosa Roger’. Wow, qualcuno seduto a casa mia mi stava minacciando. La lobby israeliana ha cercato di distruggere la mia carriera e so che hanno avuto influenza sui consigli di amministrazione di alcune grandi banche”.
Quanto agli Stati Uniti, che all’epoca della presidenza di Donald Trump erano stati bollati da Roger Waters come una nazione trasformata in un “inferno di imbecilli”, l’artista ha criticato l’attuale presidente Biden per avere concesso carta bianca a Israele nell’attuale conflitto e poi ha espresso solidarietà nei confronti dei giocatori di football della NFL che si inginocchiamo durante l’inno in segno di protesta contro il razzismo.