La via al prog degli Emerson Lake & Palmer

Nel 1971, con "Tarkus", il trio britannico scrisse una delle pagine più alte della musica progressive
La via al prog degli Emerson Lake & Palmer

Da qualche tempo il tastierista dei Nice Keith Emerson aveva in testa qualcosa di nuovo e qualcosa di più della sua band, non che i Nice non gli avessero dato soddisfazioni fino a quel punto, ma secondo Keith non tutto – per come la vedeva lui – era precisamente a fuoco. Nel dicembre del 1969 avviene l'incontro che gli cambierà la traiettoria artistica. Al Fillmore West di San Francisco i Nice sono in cartellone con i King Crimson, trova occasione di condividere la sua visione musicale con il bassista e cantante Greg Lake ed è cosa fatta.

Per concretizzare la loro idea serviva un batterista. Il più convincente tra quelli presi in esame fu un ventenne di nome Carl Palmer che militava negli Atomic Rooster. Nacquero così gli Emerson, Lake & Palmer che debuttarono (avevano alle spalle un unico concerto) con grande clamore al festival dell'Isola di Wight nell'agosto 1970 davanti ad una folla di oltre mezzo milione di persone.

Tra l'isola di Wight e Prokofiev

La loro performance al festival destò grande impressione, sia sotto il profilo musicale che sotto quello scenico, con Keith Emerson indiavolato a maltrattare le sue tastiere. Il loro eponimo album di debutto ottiene un immediato riscontro da parte del pubblico raggiungendo il quarto posto nella classifica di vendita britannica e il diciottesimo di quella statunitense. E' un disco che mette in rilievo il talento e le qualità dei tre musicisti, ma al suo interno possiede anche qualche discontinuità. Appena due mesi dopo avere dato alle stampe il loro disco d'esordio gli Emerson, Lake & Palmer, nel gennaio 1971, si mettono al lavoro sul capitolo successivo della loro discografia che venne registrato in soli sei giorni. Con "Tarkus", questo il titolo dell'album, la band si pone come vertice del rock progressivo. L'unico brano del lato A del disco, la title track, è formato da sette movimenti, composti quasi per intero da Keith Emerson che trasse ispirazione dal compositore argentino Alberto Ginastera, con una piccola trasposizione del compositore russo Sergej Prokofiev nel primo movimento chiamato 'Eruption'.

Una unica e lunga suite

Se il lato A presentava un'unica suite, il lato B era composto - molto più classicamente - da sei canzoni, i cui testi furono scritti tutti da Greg Lake. Il primo brano della seconda parte del disco, "Jeremy Bender", è assimilabile al genere americana "("E' la nostra 'Oh Susannah'"). L'organo a canne è assoluto protagonista in "The Only Way", omaggio alla passione di Emerson per il compositore tedesco del Settecento Johann Sebastian Bach. La canzone di chiusura è un rock'n'roll, "Are You Ready Eddy?", nello stile di Little Richard ed era dedicata al loro tecnico del suono Eddy Offord, ("Era la frase che urlavamo ogni volta che eravamo pronti a registrare.")

Numero uno in Gran Bretagna

Il disco venne pubblicato in Gran Bretagna il 14 giugno 1971 e due mesi più tardi negli Stati Uniti. Raggiunse la Top Ten della classifica in entrambi i paesi: negli Stati Uniti, arrivò al numero nove, mentre in patria, unico tra i loro album, conquistò la prima posizione.

Inizio e fine negli anni Settanta

Dopo "Tarkus", seguirono gli album "Trilogy" e "Brain Salad Surgery" più il disco dal vivo "Pictures at an Exhibition", dischi che sbancarono le classifiche di vendita.

Dal vivo gli Emerson, Lake & Palmer proponevano spettacoli che celebravano l'epica prog impiegando tecnologie, per i tempi, sempre più sofisticate. Dietro l'angolo, però, si nascondeva uno dei più temibili nemici che una band possa avere, un nemico molto complicato da domare e a cui è quasi impossibile prendere le misure: l'ego del musicista. La tensione tra i tre membri del gruppo cresceva quindi inesorabile. Nel 1977, gli album "Works volume 1" e "Works volume 2" vennero incisi da una band che ormai viveva da separata in casa. Giusto il tempo di pubblicare, nel 1978, più per obblighi contrattuali che per reale ispirazione, "Love Beach" e i tre, probabilmente senza neppure salutarsi, imboccarono ognuno una strada diversa. Si ritrovarono anni dopo, negli anni Novanta, il meglio era alle spalle, tutto era enormemente mutato intorno a loro, nulla toglie che il loro nome rimane scritto a grandi lettere nella storia del rock. Grazie anche a quel magnifico album pubblicato nel 1971, cinquanta anni fa.

Tracklist:

Lato A

Tarkus

Eruption

Stones of Years

Iconoclast

Mass

Manticore

Battlefield

Aquatarkus

Lato B

Jeremy Bender

Bitches Crystal

The Only Way (Hymn)

Infinite Space (Conclusion)

A Time and a Place

Are You Ready Eddy?

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