Alice Cooper: ‘Il rock non è morto: solamente, non è più mainstream’
Ricordate quando, nel 2014, Gene Simmons dei Kiss face il punto sullo stato di (pessima) salute del rock contemporaneo decretandone la morte e avviando un annoso dibattito aperto ancora oggi? Sull’argomento è tornato anche Alice Cooper, in una recente intervista concessa al magazine britannico New Musical Express.
Il cantante e perfomer di Detroit, pur riconoscendo la competenza e la visione del collega newyorchese - “Come vorrei che fosse il mio commercialista! E’ un uomo d’affari, e come uomo d’affari è indubbiamente capace” - ha dato una lettura diversa circa il declino presso le platee generaliste del genere che accomuna Rolling Stones e Led Zeppelin a Black Keys e Muse: “Posso assicurarvelo: proprio adesso, a Londra o da qualsiasi altra parte del mondo, nei garage ci sono ragazzini che - con chitarre e batterie alla mano - stanno imparando a suonare le canzoni dei Guns N’ Roses e degli Aerosmith”.
“Per certi versi, il rock - oggi - è finito nel posto dove doveva essere”, ha proseguito Cooper: “Il rock non lo si vede ai Grammy, non è mainstream. Il rock’n’roll non è più sotto i riflettori, e questo gli dà un certo atteggiamento fuorilegge. E credo sia una cosa positiva, perché è così che il rock’n’roll ha mosso i primi passi. All’epoca eravamo dei fuorilegge, poi siamo diventati mainstream”.
Niente allarmismi, quindi, perché - secondo Cooper - “i Rolling Stones sono ancora i Rolling Stones, gli Aerosmith sono rimasti gli Aerosmith, e anche Alice Cooper è rimasto Alice Cooper. Siamo sopravvissuti a un sacco di cose perché il rock fatto con le chitarre è l’unica cosa che sta durando da quarant’anni a questa parte. La musica potrà prendere direzioni molto diverse, ma rock band del genere resteranno dove sono”.