Dave Grohl: "Io, picchiato da poliziotti e conservatori"
Un rocker politicamente impegnato? A margine di una delle varie interviste concesse in occasione del ritorno sulle scene dei suoi Foo Fighters, pronti a tornare sulle scene con il nuovo album "Medicine at midnight", Dave Grohl ha voluto sottolineare un'inclinazione all'impegno politico che va ben oltre i suoi recenti attacchi all'ormai ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump (la sua band ne ha festeggiato la sconfitta alle elezioni dello scorso novembre suonando a "Celebrating America", lo speciale tv andato in onda in america nel giorno dell'insediamento del nuovo presidente Joe Biden, il 21 gennaio scorso). Raccontando anche qualche aneddoto.
Al quotidiano britannico "The Independent" il 52enne ex batterista dei Nirvana ha raccontato di quella volta che partecipò a "Rock Against Reagan", la serie di concerti con star della scena punk e rock organizzati come segno di protesta alla politica del presidente repubblicano Ronald Reagan, in carica dal 1981 al 1989. L'evento si svolse a Washington, DC, nel 1984. Sul palco anche Dead Kennedys, MDC, D.R.I. e Crucifucks. Grohl nell'intervista ricorda così l'atmosfera che si respirava sul posto:
"Eravamo proprio di fronte al Mall, non troppo distante da dove un giorno avrei suonato per Obama dopo aver ricevuto l'invito a partecipare alla festa al South Lawn. C'erano poliziotti a cavallo con fottuti manganelli".
Il musicista racconta poi di essere stato selvaggiamente picchiato dai poliziotti e dai seguaci di Reagan:
"Una roba da pazzi. Fui picchiato dalla polizia e dai redneck. Ma mi sentivo al posto giusto e al momento giusto, protestavamo contro la soffocante amministrazione conservatrice di Reagan".
"Medicine at midnight" arriverà nei negozi e sulle piattaforme il 5 febbraio. È il decimo album in studio dei Foo Fighters, che hanno già diffuso svariate anticipazioni del disco.