U2, "The Joshua Tree": "Exit"
"Exit" è un brano tenebroso, cupissimo e maligno. Un capolavoro che tratta dell’omicidio di un uomo da parte di un religioso, accecato dall’amore. Molti pensano si tratti della storia di un prete che, in preda a un raptus di follia, assassina un suo fedele, e lo fa in nome dell’amore di Dio.
Si sentiva la testa pesante
Mentre attraversava la tenuta
Un cane abbaiò come un uomo dal cuore spezzato
E il vento ululò di rimando
Il pazzo furioso ha fatto irruzione nella tenuta del fedele che intende uccidere, il vento soffia forte e il cane da guardia guaisce. Qui si percepiscono la follia dell’uomo, le sue angosce e le sue nevrosi che tenta di placare attraverso questo sanguinoso rituale.
Lui andò giù nel buio profondo
Le stelle risplendevano come chiodi nella notte
Lui si sentì meglio
Venne curato dalle mani dell’amore
Mise le mani in tasca, il dito sull’acciaio
La pistola era pesante, il cuore batteva forte
Le mani che costruiscono
Possono anche distruggere
Una curiosità: nel 1987, dopo che l’album esce nei negozi, negli Usa avviene un omicidio molto simile a quello raccontato nel testo della canzone. Una volta arrestato, l’assassino, un uomo molto religioso, ammette di essere stato ispirato da questo testo per compiere la sua atroce vendetta.
Mezzanotte, i nostri figli e le nostre figlie
Sono stati rapiti e abbattuti
Sentiamo il battito dei loro cuori
Trasportati lontano dal vento
Sentiamo la loro risata nella pioggia
Vediamo le lacrime
Il testo di questo articolo è tratto da "Il fuoco indimenticabile - 40 anni di U2: gli album, le canzoni, la storia", di Andrea Cerasi, (C) 2020 Lit Edizioni s.a.s. Per gentile concessione.
