U2, "The Joshua Tree": "Running to stand still"
L’eroina è protagonista in "Running to Stand Still", titolo che indica letteralmente la condizione del tossico, costretto a correre di continuo per procurarsi la dose che lo stende. Il concept nasce da un fatto di cronaca che colpisce molto Bono: a Dublino, una ragazza e il suo compagno sono costretti a vendere tutto ciò che possiedono per procurarsi la droga, fino a quando, non avendo più nulla, decidono di fare da corrieri per una grande partita di droga, ma in aeroporto vengono sopresi dalla sicurezza e arrestati.
Dolce il peccato
Amaro il sapore nella mia bocca
Vedo sette torri e una sola via d’uscita
Devi piangere senza versare lacrime
Esprimerti senza parlare
Urlare senza alzare la voce
Io ho preso il veleno dal torrente avvelenato
La ragazza si è avvelenata prelevando il veleno dal torrente. Le sette torri invece sono i sette edifici più alti della periferia nord di Dublino, nel quartiere di Ballymun, dove Bono è cresciuto. Oggi le torri non ci sono più, demolite nel 2003 per riqualificare la zona.
Lei corre per le strade
Con gli occhi iniettati di rosso
Sotto il ventre nero di una nuvola
Con sé porta oro bianco e perle rubate dal mare
È arrabbiata e la tempesta esplode nei suoi occhi
Patirà il gelo dell’ago
Da oltreoceano hanno portato il carico di droga, descritta da Bono come perle e oro per il suo valore, e così la ragazza può iniettarsi l’eroina per dissetare i suoi sensi, sotto un cielo uggioso.
Di padre in figlio
Il sangue scorre fluido
Le facce congelate dal gelo
Il filone spaccato
La superficie del carbone crepata
Attraverso mani di acciaio e cuori di pietra
La nostra giornata di lavoro è finita
Il testo di questo articolo è tratto da "Il fuoco indimenticabile - 40 anni di U2: gli album, le canzoni, la storia", di Andrea Cerasi, (C) 2020 Lit Edizioni s.a.s. Per gentile concessione.
