Bruce Springsteen: una riflessione sull’insurrezione a Washington e una nuova playlist

Oltre a definire Trump un “un ciarlatano sciocco e delirante", il cantautore del New Jersey ha condiviso i suoi pensieri su quanto accaduto lo scorso 6 gennaio a Washington
Bruce Springsteen: una riflessione sull’insurrezione a Washington e una nuova playlist

Prima della sua esibizione in occasione dell’insediamento di Joe Biden e Kamala Harris alla presidenza e alla vice presidenza degli Stati Uniti d’America al concerto “Celebrating America”, che lo scorso 20 gennaio ha visto Bruce Springsteen eseguire una versione acustica solista di "Land of hope and dreams”, il cantautore del New Jersey ha nuovamente ricoperto il ruolo di dj per l'episodio numero 17 di “From my home to yours”.

“Benvenuti al nostro primo show del 2021, e alla nostra prima trasmissione dopo l’insurrezione del 6 gennaio al Campidoglio di Washington, D.C.”, ha detto il Boss all’inizio del più recente appuntamento con il suo programma radiofonico, che si è aperto con il brano che ha dato il titolo alla puntata, "Lawyers, guns and money" di Warren Zevon.

Dopo aver fatto ascoltare “First we take Manhattan” di Leonard Cohen, tra i brani inclusi nella nuova playlist presentata da Springsteen - che include, tra le altre, canzoni di Jay-Z, Run the Jewels, Neil Young, oltre a pezzi dello stesso Bruce come "Land of hope and dreams”, “Reason to believe” e “House of a thousand guitars” - a proposito di quanto accaduto lo scorso 6 gennaio, quando i sostenitori di Trump hanno fatto irruzione al Campidoglio, il Boss ha detto: “Ora, non so voi, ma seduto di fronte alla mia tv nel pomeriggio del 6 gennaio, le mie reazioni andavano da ‘Cosa?’ a ‘Eh?’, a ‘Wow!’.

Ero sorpreso, scioccato, infuriato, depresso e con una rabbia crescente col passare dei giorni e ciò che era realmente accaduto, per quello che ancora in maggior parte non sapevamo, cominciava a filtrare”. Ha aggiunto:.

“Ora, sono curioso: che razza di narcisista sei tu che pensi di avere il diritto di distruggere il nostro Campidoglio, fermare le ruote della nostra democrazia, mentre si sta svolgendo uno dei nostri doveri più sacri, il pacifico trasferimento di potere, nella nazione più potente della Terra, e agire sulla base di una menzogna a buon mercato e facilmente confutabile di un'elezione rubata, una menzogna che è stata rivista, confutata, smentita e respinta da ogni tribunale del paese, inclusa la nostra Corte suprema piena di sostenitori di Trump. Chi credi di essere per profanare il tempio della nostra democrazia semplicemente sulla parola di un presidente delirante, sciocco ciarlatano, che conosce la fedeltà solo a se stesso. È un sedizioso da quattro soldi e un vile traditore della Costituzione e degli Stati Uniti d’America”.

Prima di presentare e far ascoltare gli altri brani in scaletta, Springsteen si è rivolto agli ascoltatori del suo show radiofonico trasmesso su E Street Radio, il canale tematico della piattaforma Sirius XM, e in particolar modo ai sostenitori di Trump, dicendo: “Chiedo ai miei buoni fratelli e sorelle americani di valutare più profondamente voi stessi e le vostre alleanze.

Donald J. Trump non merita la vostra buona anima e il vostro impegno onesto e sincero”. Ha continuato: “In questo mondo, il mondo di Dio, nessuna verità infallibile risiede in un solo uomo. C’è solo una verità, la verità di Dio, ed è una verità di profonda indagine, umiltà di fronte ai fatti, ed è fondata sulla fede, sull’amore e sul rispetto per i propri vicini e il proprio paese. Preghiamo tutti Dio di avere la forza di vedere chiaramente con la nostra mente, il cuore e gli occhi, e che possiamo mantenere alta la nostra fede, umilmente e al servizio del nostro paese e della verità”.

Successivamente aver proposto altre canzoni della sua nuova playlist - come la versione di “All along the watchtower” di Neil Young, “I was in the house when the house burned down” di Warren Zevon e “Reason to believe” dall’album del Boss “Nebraska” - il 71enne artista statunitense ha detto: “Siamo creature le cui vene pulsano di speranza, fede e amore. Ho fatto della maggior parte dello scopo della mia vita la ricerca di quella speranza, fede e amore, delle sue prove e del suo potere qui in questo mondo”.

Prima di concludere il 17esimo episodio di “From my home to yours” rivolgendo una preghiera a Joe Biden e Kamala Harris, oltre che ai suoi fan e al suo Paese, Springsteen ha affermato: “Abbiamo bisogno di credenze condivise e valori comuni, per trovare i legami che ci legheranno a un paese e a un popolo che definiranno il nostro carattere e renderà più profonda la nostra anima nazionale. In questi giorni, so che queste cose sono difficili da trovare. Ma comunque ci sono e oggi è un giorno per celebrarle. Quindi vorrei inviare una piccola preghiera a Joe Biden, Kamala Harris, a voi e al nostro Paese”.

Ecco la playlist:

"Lawyers, guns and money" - Warren Zevon
“First we take Manhattan” - Leonard Cohen
"Land of hope and dreams” - Bruce Springsteen
“Heart of the city (ain't no love)” - Jay-z
“Thursday in the danger room” - Run the Jewels, featuring Kamasi Washington
“You couldn't get arrested” - Green on Red
“It's all over now, baby blue” - Link Wray


“All along the watchtower” - Neil Young
“The future” - Leonard Cohen
“I was in the house when the house burned down” - Warren Zevon
“Reason to believe” – Bruce Springsteen
“House of a thousand guitars” - Bruce Springsteen

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