Quando i Depeche Mode 'sfrattarono' Rocco Tanica per 'Personal Jesus'

Una storia di ragazzi di bottega, scarponi e trombe delle scale in un pezzo di Milano apprezzato dalla scena musicale mondiale che oggi, purtroppo, non c'è più
Quando i Depeche Mode 'sfrattarono' Rocco Tanica per 'Personal Jesus'

Prima che - all’inizio degli anni Novanta - venisse bruscamente risvegliato dal terremoto politico-giudiziario di Mani Pulite, il capoluogo lombardo stava vivendo un periodo di popolarità a livello internazionale mai sperimentato prima: il boom economico che caratterizzò gli anni Ottanta e l’allure portata in dote dal mondo della moda e del lusso, associati alla chiusura della drammatica pagina terrorista apertasi nel 1969 con la strage di Piazza Fontana, trasformò quello che nel dopoguerra era diventato un laborioso - ma grigio - ganglio industrial-commerciale nella Milano da bere che si sarebbe fatta conoscere, pur con tutte le sue contraddizioni, come una delle metropoli più glamour sulla piazza globale.

I Logic Studios

In questo contesto due intraprendenti artisti e produttori, i fratelli Carmelo e Michelangelo La Bionda, che negli anni Settanta con il progetto D. D. Sound avevano contribuito in modo determinante al boom dell’Italo disco, oltre ad aver collaborato come autori con voci di prima grandezza come Mia Martini, Ornella Vanoni e Ricchi e Poveri, decidono di fare un passo molto importante nella loro carriera fondando uno studio di registrazione come all’epoca, la Penisola, non ne aveva mai visti.

In via Quintiliano, nel quadrante sud-est della città, tra la tangenziale est e l’arteria di via Mecenate, nascono i Logic Studios.

Non delle semplici sale di ripresa, ma un vero e proprio quartier generale con una sala di ripresa in grado di ospitare un’orchestra, studio per postproduzione e mastering, e attrezzature per la preparazione di stampe di vinili e CD. Insomma, una vera e propria factory, che - all’epoca - oltre alle indubbie qualità impresse al progetto dai suoi fondatori, aveva il pregio di trovarsi in una delle città più cool del momento, ad appena tre chilometri dalla storica sede del Plastic, dove allora non mancavano di fare una capatina, quando erano in città, personalità del calibro di Madonna, Elton John, Freddie Mercury e Keith Haring.

Il 'ragazzo di bottega', i Righeira e il b-bababà su l''Estate sta finendo'

In questa fenomenale fucina che negli anni avrebbe ospitato le session di big come Ray Charles e Paul Young i fratelli La Bionda chiamarono in qualità di turnista e arrangiatore il tastierista di una promettente formazione che si stava affermando a livello locale, gli Elio e le Storie Tese. A raccontarlo è stato lo stesso Sergio Conforti, in arte Rocco Tanica, nel suo libro di memorie “Lo sbiancamento dell’anima” (Mondadori, 517 pagine, 22 euro):

“Michelangelo e Carmelo La Bionda sono stati i miei primi datori di lavoro dipendente. Galantuomini, competenti in musica e onestà, pietre angolari del pop europeo che nulla hanno a che spartire con le imprese deteriori di personaggi loro coevi. Il futuristico Logic Studio, astronave incastonata nello stabile che fu della Compagnia Generale del Disco (CGD) nel 1983 è uno sprazzo di fantascienza a Milano Sud, tra i tre ponti di via Mecenate e la tangenziale. In via Marco Fabio Quintiliano faccio il ragazzo di bottega, suone le tastiere per chi ne vuole e imparo i rudimenti del mestiere”.

Tanica mette le mani sui tasti per una discreta selezioni di produzioni dei Logic, dalla colonna sonora del film con Bus Spencer e Terence Hill “Miami Supercops” - “un mio peccato sulla coscienza (...), l’unico film dove Spencer e Hill sono antipatici e picchiano da cattivi” - e “L’estate sta finendo”, uno dei più grandi successi dei Righeira:

“Contribuisco all’arrangiamento con una varietà di proposte e vado tutt’ora fiero del mio assolo di b-bababà nella parte in gergo chiamata ‘special’, più o meno a metà canzone”

Nell’’85 il brano partecipa al Festivalbar e lo vince. Per Rocco Tanica i Logic Studios diventano una sorta di seconda casa, oltre che l’indispensabile palestra dove formarsi come musicista professionista.

L'arrivo dei Depeche Mode

Qualche anno dopo, nel 1989, ai fratelli La Bionda arriva una delle offerte più prestigiose mai fatte pervenire allo staff di via Quintiliano: i Depeche Mode volevano le sale dei Logic Studio per le session di registrazione di quello che sarebbe diventato il loro settimo album in studio, “Violator”. Buona parte del disco è già stato fissato su nastro tra Londra, New York e Danimarca, ma la band capitanata da Dave Gahan sente che manca ancora qualcosa. Così il gruppo parte alla volta di Milano portandosi dietro il produttore Flood.

Martin Gore ha una canzone piuttosto diversa da quelle “tipiche” pubblicate dai Depeche Mode fino ad allora: c’è questo riff di chitarra dal piglio blues che si innesta su un martellante ritmo in dodici ottavi che ha grandissime potenzialità. Il pezzo parla “dell’essere una sorta di Gesù per qualcun altro, qualcuno che ti dia speranza e cura (...), di quanto spesso ciò accade nelle relazioni amorose; come il cuore di tutti sia in qualche modo come un dio”. Sì, “Personal Jesus”, che negli anni a venire sarebbe diventato uno dei brani più rappresentativi dell’intera carriera dei Depeche Mode.

I bum bum degli scarponi nella tromba della scale

Intervistati da Rockol nel 2017, a proposito del passaggio del gruppo di Basildon dalle sale di via Quintiliano, i fratelli La Bionda ricordarono:

“Eravamo lì mentre i Depeche Mode lavoravano alle loro canzoni: stavano per i fatti loro, vivevano appartati e non davano molta confidenza. Fuori c'erano sempre molte persone ad aspettarli. Erano vegetariani e organizzavano dei pranzi vegetariani all'interno dello studio. ‘Violator’ è stato un disco in cui hanno utilizzato molto il campionamento: l'inizio di ‘Personal Jesus’, ad esempio, lo hanno realizzato campionando dei bassi pesanti all'interno di una scala”

Il fatto che Gahan, Martin e gli altri avessero deciso di ampliare il loro raggio d’azione anche agli spazi esterni alle canoniche sale di ripresa e regia limitò sensibilmente la libertà di circolazione di Rocco Tanica, che - appunto - aveva eletto i Logic a seconda casa, oltre che a spazio creativo / professionale. Come racconta lo stesso Conforti:

“Gli scarponi dei Depeche Mode per registrare dei bum bum nella tromba delle scale (c’era l’eco) e metterlo in ‘Personal Jesus’. Martin, Dave, Vince [Clarke, per però uscì dalla band nel 1981, per essere sostituito da Alan Wilder - lui effettivamente presente ai Logic Studios per le session di "Violator" - fino al 1995] e Andy sono cari amici e posso dirne solo bene, ma in quei giorni hanno limitato la mia libertà di movimento e quella dei miei colleghi Didde (Marco Guarnerio) e Ricky Pannuto, collaboratore dei La Bionda e ottimo compositore di canzoni. Noi tre eravamo soliti imboscarci nel Logic Studio B, cameretta dal nome altisonante nel sottotetto del quinto piano della CGD. Quando il Logic Studio B era occupato da clientela esterna ci chiudevamo dentro a fare un bel niente con i pretesto di ‘registrare provini’. Era venuto anche Elio per una versione cover di ‘Sixteen’ ['Nineteen'] di Paul Hardcastle, canzone antimilitarista riconvertita in ‘Carciofi’. Comunque niente, certi giorni non ci siamo potuti imboscare in quanto i Depeche Mode registravano gli scarponi sulle scale e questo è quanto”.

E questo è quanto

Che fine ha fatto quell’angolo di Milano che per qualche anno è stato uno dei banchi dove veniva scritta la storia del rock? Nel 1997 la CGD vende il suo catalogo alla Warner e decide di chiudere il complesso: i fratelli La Bionda tentano di salvare il salvabile cercando nuovi co-gestori degli spazi e rivolgendosi a diverse società immobiliari, purtroppo senza successo. Gli studi vengono così smantellati. Ancora oggi lo stabile, a oltre vent’anni dalla dismissione, è in stato di totale abbandono. E’ questo, purtroppo, è quanto.

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