Il meglio del 2020, secondo Claudio Cabona
1.Dischi: il rock brucia ancora
“Ultra Mono” degli Idles, “A Hero’s death” dei Fontaines DC sono due degli album più interessanti del 2020. Il rock, nella sua declinazione più post punk, sta ardendo come non succedeva da anni nel Regno Unito, conquistando pubblico e arrivando alle vette delle classifiche. È una nuova scena, quella britannica, che sta dando nuova linfa a un genere. E sono tanti i ragazzi che, imbracciando la chitarra, stanno scrivendo una nuova pagina della storia della musica.
2. La scena musicale: Wild Bandana e Drill Liguria
Tedua, Izi, Bresh, Vaz Tè, Guesan, Disme, Ill Rave: il rap ligure quest’anno si è preso il cuore dei fan dell’hip hop con dischi o mixtape di altissima qualità, tutti capaci di distinguersi per liriche più profonde rispetto a molti colleghi. La crew Wild Bandana e il movimento Drill Liguria impressionano per capacità tecniche, stile e innovazione. Da genovese posso essere ritenuto di parte, ma non credo che ascoltando “Riot” di Izi o l’ultimo album di Bresh, non riusciate a emozionarvi.
3. Il concerto: Post Malone omaggia i Nirvana
In attesa di poter tornare a vedere un concerto dal vivo, ci siamo dovuti accontentare di molti live in streaming e di alcune performance nella parentesi estiva. I più fortunati ricorderanno anche qualche concerto proprio a inizio anno, prima dell’esplosione pandemica. Post Malone che omaggia i Nirvana per beneficenza, nell'aprile di quest’anno, in streaming, rimane una delle esibizioni più potenti a cui abbia assistito in questo 2020, seppur da dietro un monitor. Nessun effetto speciale, solo sudore e passione. Il risultato? Una bomba di suoni e i complimenti di Dave Grohl e Krist Novoselic.
4. Il libro: “Uccidi i tuoi amici”
Si tratta di un libro uscito nel 2008 nel Regno Unito, mentre in Italia è arrivato solo nel 2019. Solo nel 2020 si è iniziato a parlarne e a leggere delle recensioni sul romanzo, raggiungendo una buona diffusione. L’autore, John Niven, è una delle penne contemporanee più cattive e spietate. Sesso, cocaina, avidità. E omicidi. L’autore scozzese fa a pezzi la scena musicale degli anni '90 con ineguagliabile ferocia raccontando la folle vita di un discografico. Astenersi politicamente corretti.
5. Il film e la colonna sonora: “Tenet”
Testi di Ludwig Göransson, Travis Scott e WondaGurl, musiche di Göransson. “Tenet” ha una colonna sonora perfetta per l’immaginario della pellicola-puzzle di Nolan. Chi vi scrive è un fan scatenato del regista londinese: “Tenet” non è il suo film migliore, è il più difficile e intricato, ma può essere un’ottima, seppur complicata, porta d’ingresso al suo immaginario in cui il tempo, la musica e l’iconicità dei personaggi fanno da padrone, rendendolo una delle personalità artistiche contemporanee più significative.