Metallica, un concerto in streaming di pura energia. La recensione.

La band è stata protagonista di un live dentro uno studio tecnologico in California: circondata da un alveare di volti dei fan, ha raccolto soldi per beneficenza.
Metallica, un concerto in streaming di pura energia. La recensione.

Pura energia, sotto tanti punti di vista. Nel raccontare le iniziative benefiche, nel suonare pezzi in acustico e poi scatenarsi in elettrico facendo pogare ragazzi e famiglie sedute sui divani, nel dialogare direttamente con i fan: i Metallica, in tutto quello che fanno, ci mettono l’anima. E lo hanno dimostrato con “Live & Acoustic From HQ”. Un live per Helping Hands, l’associazione benefica che hanno fondato, trasmesso in streaming dal quartier generale della band in California, andato in scena questa notte. Il concerto inizia intorno alle 23 ora italiana, con un mini doc in cui viene spiegato ai partecipanti il ruolo della fondazione no-profit creata nel 2017 dal gruppo, ideata per portare avanti la lotta alla fame in aree critiche del pianeta, recuperare spazi naturali devastati dagli incendi, supportare zone messe in ginocchio dalle malattie, in questo periodo in particolare quelle sotto scacco del Covid. “Non c’è niente di più bello che aiutare le persone in difficoltà, tutti insieme. Fa bene all’anima”, dice James Hetfield in questa prima parte registrata, ma utile per capire i fini dell’iniziativa. Tutto l’incasso dei biglietti (15 dollari il costo del biglietto standard, a disposizione diversi pacchetti) è stato destinato alla fondazione.

Poi parte lo show live, che può essere rivisto fino a 48 ore dopo la messa in onda: la band si trova in uno studio super tecnologico, ma sobrio nella sua struttura. Hetfield imbraccia una chitarra acustica e siede su uno sgabello con un cappello bianco da cowboy, mentre Kirk Hammett alla chitarra e Robert Trujillo al basso, in piedi, hanno i loro strumenti di sempre. Si inizia con “Blackened”, “Creeping death” e, dopo l’intramontabile “The Unforgiven”, i Metallica regalano una chicca: “Now that we're death”, mai suonata in versione acustica. Inquadrature video e suoni perfetti, mai una sbavatura, rendono subito il live immersivo ed emozionante. La band, per tutta la durata dall’esibizione, è circondata da un alveare di volti, fisso sulle pareti dello studio, con cui interagisce e scambia battute fra una canzone e l’altra. Un wall interattivo. Sono le persone che hanno acquistato il pacchetto vip (95 dollari) e che a rotazione vengono inquadrate e coinvolte. Alla fine di ogni brano ai fan dell’alveare viene anche acceso l’audio in modo che possano esultare, applaudire e far sentire il proprio calore. È molto divertente vedere le reazioni del pubblico in diretta: c’è chi poga sul divano con i propri famigliari, chi fa le corna, chi mostra cimeli, magliette e poster che rimandano ai concerti della lunga carriera della band heavy metal. “Questa è la next generation”, sorride Hetfield.

È soprattutto il batterista Lars Ulrich, potentissimo nella sua esibizione, a cercare un rapporto diretto con i partecipanti, chiedendo in modo spontaneo provenienza, situazione a livello di salute, gusti e passioni. Sono piccoli dialoghi con ragazze e ragazzi turchi, americani, bulgari, giapponesi, francesi, tutti impazziti all’idea di poter parlare con i propri idoli. Nonostante la mancanza di un contatto umano, sono momenti pieni di calore ed energia, che mostrano l’unione fra il gruppo e i propri fan. I Metallica sprigionano potenza, sono ispirati e tutto, sotto il profilo tecnico, funziona alla perfezione. Il concerto, dopo la magnifica “Nothing else matters” e “All within my hand”, brano che regala il titolo alla fondazione benefica dei Metallica, imbocca una piega tutt’altro che acustica: Hetfield prende la sua chitarra elettrica, si alza in piedi, e dà il via a una seconda parte live che è una tempesta di suoni in cui trovano spazio alcuni dei brani più famosi del gruppo e una cover nella versione degli Animals. Una sorpresa. La chiusura è un fuoco d’artificio di suoni: “Master of Puppets” ed “Enter sandman” chiudono una scaletta di 14 brani, asse portante di un evento in cui l’impeto, la vitalità e il cuore dei Metallica, nonostante i limiti, sono arrivati al pubblico in tutta la loro bellezza.

Scaletta:
Prima parte
Blackened
Creeping death
When a blind man cries (cover dei Deep Purple)
The Unforgiven
Now that we're death
Turn the page (cover di Bob Seger)
Nothing else matters
All within my hands

Seconda parte
Disposable Heroes
House of the Rising Sun (canzone tradizionale, portata al successo dagli Animals)
Wasting my hate
For whom the bell tolls
Master of Puppets
Enter Sandman

 

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