Queen, la storia di "Innuendo"

Trent'anni fa usciva "Innuendo", l'ultimo album pubblicato dai Queen con Freddie Mercury ancora vivente. Lo raccontiamo canzone per canzone.
Queen, la storia di "Innuendo"

"Innuendo" nacque in modo abbastanza casuale, da una jam session ai Mountain Studios. 
Il brano nacque con un ritmo di bolero; per capirci, una "Kashmir" dei Led Zeppelin a velocità rallentata. Non è un caso che Robert Plant abbia dichiarato che Freddie gli avrebbe confidato di aver scritto il testo di "Innuendo" come omaggio ai Led Zeppelin. Che poi proprio Plant, al "Concert For Life" in memoria di Mercury, abbia perso la battaglia con la canzone, tanto da chiedere al management di non inserire l’esibizione in nessuna delle innumerevoli pubblicazioni home video, è un altro discorso.


I testi sono stati scritti soprattutto da Taylor. La sezione scritta da Mercury (“you can be anything you want to be”), molto operistica, venne completata con un interludio orchestrale eseguito al synth da David Richards. 
La seconda sezione, quella acustico-spagnoleggiante, è nata in modo piuttosto casuale. Steve Howe, chitarrista degli Yes, si trovava da quelle parti per lavorare alla produzione di un album. Freddie l’ha riconosciuto e gli ha detto: ‘Vieni dentro a suonare la chitarra!’. 
Steve Howe: "Scherzando mi dissero che avrei potuto fare un pezzetto alla Paco De Lucia. Ho capito cosa stessero cercando, così ho improvvisato qualcosa e le mie improvvisazioni sono piaciute molto". 


Il singolo di "Innuendo", che anticipava di tre settimane l’uscita dell’album dallo stesso titolo, venne pubblicato il 14 gennaio 1991. Il disco, con "Bijou" come lato B, entrò direttamente al primo posto nella classifica dei singoli del Regno Unito. 
Sembra incredibile ma si trattava soltanto della terza numero uno dei Queen nel loro Paese, dopo "Bohemian Rhapsody" e "Under Pressure". Peraltro era una nuova numero uno da record, vista la durata di 6’31” della canzone, oltre mezzo minuto in più rispetto a "Bohemian Rhapsody", che i discografici non volevano pubblicare perché troppo lunga. 


"Innuendo" venne accompagnata da un sontuoso video, realizzato dagli immancabili Torpedo Twins, Rudi Dolezal e Hannes Rossacher. Le scene ambientate nella grande sala di un finto cinema ripropongono lo stile con cui si apriva il film "Orwell 1984" di Michael Radford, basato fedelmente sul romanzo 1984 di George Orwell.
Il titolo, "Innuendo", “insinuazione”, scatenò la stampa britannica, che si sentì direttamente chiamata in causa, soprattutto dopo che era partita la caccia alla malattia di Freddie. Poco importava: la band ci era ormai abituata. E così “one, two, three, four”: il conteggio di Freddie sul rullante di Roger apriva una delle canzoni più inaspettate e solenni dei Queen.

Roberto De Ponti

Domani scriveremo di “I’m Going Slightly Mad”.

I testi sono tratti dal libro di Roberto De Ponti “Queen – Opera omnia”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Innuendo” e di tutti gli altri album dei Queen.


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