Paul McCartney: 'Potrei non fare più concerti'
Più che una questione di opportunità, è una questione di tempo: Paul McCartney ha 78 anni, età alla quale molti suoi coetanei - anche se in forma come lui - preferiscono tirare i remi in barca e prendere un aereo solo per andare un vacanza. L'ex Beatle, tuttavia, ha un'agenda lavorativa ancora piuttosto fitta: "McCartney III", il suo nuovo album di inediti in studio, è prossimo al lancio sui mercati, fissato per il prossimo 11 dicembre, e a una pubblicazione così importante non può che seguire un'intensa attività promozionale, che - per la gioia dei fan - la maggior parte delle volte include anche un tour mondiale.
Il 2020, però, è un anno maledetto: l'emergenza sanitaria da Covid-19 ha bloccato l'industria della musica dal vivo in tutto il mondo, costringendo i promoter a rimandare al 2021 i programmi originariamente stilati per la stagione ormai avviata alla conclusione. Paul McCartney nel 2020 aveva in programma una tournée, il "Freshen Up Tour", che avrebbe fatto tappa anche in Italia, a Napoli e Lucca, gli scorsi 10 e 13 giugno, ma la cui intera branca europea è stata cancellata (nel nostro Paese non senza polemiche) a causa delle misure anticontagio adottate nel Vecchio Continente. La date non sono state recuperate e adesso lo stesso artista si è posto il problema relativo alla fattibilità del recupero.
Nel corso di un'intervista rilasciata alla BBC, l'artista ha infatti preso in considerazione "l'eventualità" di "non suonare più dal vivo": "Se ripenso all'ultimo concerto che ho fatto, l'anno scorso, a Los Angeles, mi chiedo: 'Uh, e se fosse anche il mio ultimo concerto'", ha spiegato McCartney, che tra due estati compirà ottant'anni. Lo storico sodale di John Lennon, tuttavia, si è mostrato ottimista riguardo a un veloce ripristino delle attività live: "Sarà fantastico tornare a stare in mezzo alla gente senza preoccuparsi, godendosi lo show di una band dal vivo o essendo la band che suona sul palco. Incrocio le dita".
Notizie incoraggianti riguardo la ripresa dei live a grande affluenza sono stati i risultati dell'esperimento Restart-19, progetto ideato dall'Università di Halle, in Germania, che ha indagato sulle potenzialità di contagio in occasione di grandi raduni pubblici come eventi sportivi o musicali: secondo i risultati dello studio - illustrati più nel dettaglio a questo indirizzo - un buon impianto d'areazione e la scrupoloso osservanta delle disposizioni già in vigore in merito di igiene personale ridurrebbero il rischio di infezione al minimo. Lo staff di ricercatori ha consegnato i risultati dello studio ai politici del land della Sassonia-Anhalt, ai quali spetterà il compito di modificare, eventualmente, le disposizioni in materia di organizzazione di eventi durante il periodo di emergenza sanitaria.