I Greta Van Fleet verso una dimensione più personale: l’ascolto di ‘My way, soon’

I fratelli Kiszka tornano con un nuovo singolo, dopo un silenzio durato un anno.
I Greta Van Fleet verso una dimensione più personale: l’ascolto di ‘My way, soon’

Dopo più di un anno dalla pubblicazione del brano “Always there", incluso nella colonna sonora del film “A million little pieces” di Sam Taylor-Johnson, e dopo un periodo in cui - a differenza di quanto accaduto in precedenza - si è sentito parlare poco della band dei fratelli Kiszka, i Greta Van Fleet sono tornati con un nuovo singolo. La canzone, dal titolo “My way, soon”, è stata pubblicata oggi - 9 ottobre - ed è arrivata quasi a sorpresa, dal momento che il gruppo solo un paio di giorni fa ha lasciato intendere, attraverso un post pubblicato sui social, un suo ritorno.

La fine di un inizio
“The end of a beginning”, recita la didascalia che accompagna il video pubblicato su Instagram dai Greta Van Fleet e riportato più sopra. Un inizio, quello della formazione dei giovani ragazzi del Michigan, caratterizzato da elogi, ma anche da critiche, oltre che da paragoni importanti. Attraverso la canzone che ha segnato il suo ritorno, come anche lasciato intendere dalla frase usata per il post che ha anticipato la pubblicazione del nuovo singolo della band dei fratelli Kiszka, la band ha intenzione di celebrare i suoi primi anni di carriera ma anche di esprimere la propria trasformazione e la propria maturità, per liberarsi – ancora una volta - della fama di clone dei Led Zeppelin.

Negli ultimi anni, infatti, si è parlato molto dei Greta Van Fleet che, dopo il singolo di debutto “Highway tune”, uscito nel 2017, e un paio di Ep (“Black smoke rising” e “From the fires”), nel 2018 hanno dato alle stampe il loro primo album “Anthem of the peaceful army”. I motivi che hanno portato la stampa specializzata, artisti e semplici fruitori musicali a spendere parole – e giudizi, alcuni molto positivi e altri negativi – nei confronti della band dei fratelli Kiszka sono stati la tendenza del gruppo a ispirarsi all’estetica degli anni Settanta e il sound della formazione del Michigan, chiaramente influenzato dalla musica dei Led Zeppelin e di altre personalità rock e blues. Il paragone, avanzato da molti, tra i Greta Van Fleet e la leggendaria band britannica e quello tra la voce del cantante Josh Kiszka e quella di Robert Plant, sono sicuramente gli elementi che hanno fatto più discutere. Tanto che lo stesso Plant ha detto la sua su Kiszka e i Greta Van Fleet. Nonostante le critiche – come, per esempio, quella mossa da Jeremy Larson del prestigioso magazine statunitense Pitchfork, che al tempo della pubblicazione di “Anthem of the peaceful army” ha affibbiato al primo disco della band dei fratelli Kiszka una valutazione di 1.6 su 10 – e i paragoni, la formazione dei giovani ragazzi del Michigan è riuscita a raggiungere traguardi importanti, con il suo lavoro discografico di debutto che ha conquistato alte posizioni nelle classifiche internazionali dedicate agli album. Cosa più importante, i Greta Van Fleet durante i loro primi anni di attività hanno dimostrato di saper suonare buone, di saper scrivere e di aver un gran potenziale, messo in mostra anche sui palchi di tutto il mondo, Italia compresa.

“My way, soon”
La nuova canzone della band formata dai tre fratelli Kiszka e Danny Wagner non rivela più di quanto già si sapeva a proposito dei Greta Van Fleet. In “My way, soon”, infatti, si ritrovano tutti quegli elementi che hanno caratterizzato i lavori precedenti del gruppo statunitense: arrangiamenti e produzioni ispirate ai grandi della storia del rock, ma costruite con l’entusiasmo di quattro ragazzi (ora poco più che ventenni), atmosfere che rimandano agli anni '70 – che si ritrovano anche nel video che accompagna il brano, riportato di seguito - i riff dinamici del chitarrista Jake, le linee di basso che si fondono con la batteria di Danny Wagner e la voce di Josh che guarda al modello di Robert Plant.

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L’elemento di novità nel nuovo singolo dei Greta Van Fleet sta nel suono, meno pulito e meno controllato rispetto a quanto proposto in precedenza dal gruppo. Grazie anche all’ambiente sonoro costruito su lunghe schitarrate e instancabili colpi di batteria con il timbro vocale del frontman che tende a trasformarsi di continuo, la band sembra spingersi verso una dimensione più naturale e personale, come a voler dimostrare di essere cresciuta ed essere pronta a lavorare in totale libertà per rivelare di aver qualcosa di interessante da dire. “I’ve packed my bags and I’ve got my freedom / I’ve sacked the rules so I don’t have to heed them / I’ll bet on a chance if I’ve just got one / I’ll throw out the plans and live with no burden”, canta Josh nel ritornello di “My way, soon”, un brano che celebra il passato e il futuro ancora da scrivere del gruppo. Le premesse per un nuovo capitolo dei Greta Van Fleet più che interessante ci sono. Ora non resta che aspettare e scoprire se il lavoro svolto in studio di registrazione dalla band, che - come rivelato da Josh a margine di un’intervista pubblicata oggi da Kerrang! – dall’estate dello scorso anno è “molto impegnata con la registrazione” di nuovo materiale, riserverà piacevoli sorprese.

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