Mark Kozelek accusato di molestie sessuali

Secondo un reportage di Pitchfork, il cantante (Red House Painters, Sun Kill Moon) avrebbe tenuto comportamenti molesti, e avrebbe anche scritto una canzone su un episodio.
Mark Kozelek accusato di molestie sessuali

Un lungo reportage di Pitchfork riporta pesanti accuse contro uno dei nomi più acclamati e discussi della scena indie americana, Mark Kozelek (già leader dei Red House Painters e attivo dall'inizio degli 2000 sia con il suo nome sia come Sun Kil Moon). Il cantante viene accusato da diverse donne di molestie sessuali, di essersi svestito e/o masturbato di fronte a loro: "Ha fatto come Louis C.K. con me", ha scritto una donna ad un'amica subito dopo uno degli episodi, citando lo stand-up comedian finito sotto accusa nell'onda delle rivelazioni suscitate dal movimento #MeToo.

Kozelek è noto, tra le altre cose, per le sue canzoni strutturate come delle sorte di flussi di coscienza isipirati da eventi reali: una di queste canzoni, "Soap of joyful hands" ( dal disco del 2018 pubblicato come Sun Kil Moon "This Is My Dinner") racconterebbe un eposodio avvenuto con Sarah Catherine Golden durante un tour in Portogallo nel 2017. La donna, una delle accusatrici del cantante intervistata da Pitchfork, non conosceva la canzone: "È stato come riaprire una ferita", ha dichiarato. La donna racconta di avere seguito il cantante in albergo, di avere rifiuttato le sue avances e chiesto un taxi. Kozelek, dopo averlo chiamato, avrebbe iniziato a masturbarsi di fronte a lei.

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Un'altra donna, che nell'articolo si è fatta identificare come Andrea, racconta di avere avuto una relazione con il cantante nel 2014 e di essere stata molestara durante quel periodo (avendo esplicitato in diverse occasioni il suo rifiuto) e dopo la fine del rapporto: ancora una volta Kozelek avrebbe chiesto di fare sesso o masturbarsi di fronte a lei, insistendo nonostante i ripetuti rifiuto.

Erano già noti i comportamenti aggressivi e misogni sul palco di Kozelek, che spesso insultava fan (soprattutto donne) tra una canzone e l'altra, o in occasioni di contatto professionale. Nella canzone in cui attaccò i War On Drugs nel 2014 ("War on drugs can suck my cock", una lunga polemica di cui si parlò molto al tempo), descrisse una giornalista come "spoiled bitch rich kid blogger brat". Nel 2015 una giornalista del Guardian, Laura Snapes, scrisse un articolo “I interviewed Mark Kozelek. He called me a ‘bitch’ on stage.”

Pitchfork racconta che nelle settimane in cui il report è stato redatto ha richiesto più volte un confronto con l'artista, senza mai ricevere risposta, ma di avere continuato a ricevere comunicati promozionali dal suo ufficio stampa

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