Nirvana: quel venerdì 13 con due risse, un estintore volante e un disco d’oro finito nel microonde

I Nirvana non avrebbero dimenticato quel giorno del 1991.

Nirvana: quel venerdì 13 con due risse, un estintore volante e un disco d’oro finito nel microonde

Difficilmente i Nirvana avrebbero dimenticato quel venerdì 13 settembre del 1991. L’album capolavoro della band statunitense, “Nevermind”, sarebbe uscito pochi giorni dopo e la formazione capitanata da Kurt Cobain si trovava nel mezzo della promozione di quello che già si annunciava come un disco che non sarebbe passato inosservato. Ricorda Charles R. Cross nel suo libro “Cobain – Più pesante del cielo” (Arcana, 2002) che dopo alcune interviste radiofoniche durante le quali Kurt quasi non aprì bocca la band di “Come As You Are” si è recata al Re-bar di Seattle per una presentazione, a inviti, del disco, tra giornalisti e musicisti. Anche là, nonostante aspettasse da tempo questa occasione, Kurt Cobain non sembrava essere a suo agio. Scrive Cross: “Il gruppo ero riuscito a intrufolare un bottiglione di Jim Beam, in palese violazione della legge sugli alcolici dello stato, ma ancora prima che qualche ispettore li pizzicasse scoppiò il caos perché Kurt aveva iniziato a lanciare salsa contro Krist, scatenando una battaglia a colpi di cibo”. Al punto che i ragazzi furono cacciati fuori dal locale dai buttafuori. La battaglia delle salse era però solo l’inizio della gozzoviglia dei Nirvana.

Una volta spostatisi nel loft di un amico, infatti, il leader della band lanciò un estintore che costrinse tutti ad abbandonare l’abitazione. La furia distruttrice di Kurt proseguì poi a casa di Susie Tennant, che si occupava di promuovere la band e aveva la sfortuna di avere attaccato alla parete di casa sua un disco d’oro dei Nelson. Si legge sempre in “Cobain – Più pesante del cielo”:

Susie aveva attaccato alla parete un disco d’oro dei Nelson, che Kurt staccò, definì “affronto al genere umano”, coprì di rossetto e infilò in un forno a microonde impostato sullo scongelamento. La notte finì con Kurt che provava un vestito di Susi, si truccava e andava in giro vestito da donna.

Quel turbolento venerdì 13 si concluse con il sonno profondo di Cobain, che si addormentò, a casa della Tennant, sotto un poster di Patti Smith. Al risveglio, le esuberanze non si erano però esaurite del tutto. “Quando si svegliò il mattino dopo annunciò che voleva sparare assieme a Dylan a un cosciotto arrosto”, scrive Cross. E conclude: “Se ne andò chiedendo dove fosse il supermercato più vicino”.

Dall'archivio di Rockol - La pietra angolare del grunge: "Nevermind" dei Nirvana
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