Il rap italiano riparta da Charles Muda

Il rapper racconta il suo disco d'esordio: "Non scimmiotto nessuno, della scena italiana di oggi apprezzo gli FSK".
Il rap italiano riparta da Charles Muda
Credits: Chiara Yan

Melodie catchy, batterie serrate, bassi pieni di groove, chitarre distorte e flow in extrabeat.

E una visione artistica niente male, fatta di musica, citazioni di personaggi del calibro di Bob Dylan, Elvis Presley e Andy Warhol, immagini e marketing creativo. Il rap italiano riparta da Charles Muda. A 22 anni ha appena pubblicato - da indipendente - il suo disco d'esordio, "Pop art", sei pezzi in cui racconta la sua voglia di riscatto, l'ansia, la paranoia e il materialismo sfacciato della sua generazione convertito in dollari e "pesos". Ma lo fa a modo suo, senza scimmiottare nessuno: "Della scena italiana di oggi apprezzo gli FSK. Sono stato ad un loro live e mi hanno colpito parecchio per la forza che sprigionano sul palco e il rapporto con il pubblico, così intenso e viscerale: il loro progetto mi sembra un esperimento sociale. Ho provato anche io a trappare, ma non mi appartiene. Sono un pischello tranquillo, non mi drogo nemmeno (ride). Conosco un sacco di gente che trappa ed è pulitissima: non devi per forza essere drogato per essere un punkettone, così come non devi per forza drogarti per essere un trapper", dice.

Classe 1998, Carlo Barboni è cresciuto a Roma tra Monteverde e Trastevere, zona nota per aver cresciuto stelle della nuova canzone capitolina come la crew 126, da Carl Brave a Franco126, passando per Ketama e Drone.

Ma anche ragazzi esterni al giro, come Side (ex Dark Polo Gang), Germanò e Jeremy Buxton (produttore già al fianco di Junior Cally, Sercho e Cranio Randagio): "Le prime cose le registrai insieme a lui, nel suo piccolo studio". Per un periodo ha vissuto nei dintorni anche Coez, prima del grande successo di "Faccio un casino": "Lo incontravo per strada, ero suo fan. Lui sempre disponibilissimo, anche quando era insieme a qualche ragazza. Non nascondo che ero parecchio invadente, una fan girl (sorride): ma la foto non me l'ha mai negata".

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Da ragazzino si chiudeva in camera e passava le ore ad ascoltare i dischi degli esponenti del rap romano old school: "Coller der Fomento, Ice One: i centri sociali li ho girati tutti.

Poi, crescendo, sono passato al rap americano, da Future a Young Thug. I miei ascolti sono molto disordinati". Si sente. In "Pop Art" mischia rap, pop, elettronica, acustica e rock: "Mi sono fatto le ossa frequentando gli studi romani, guardando gli altri rapper e produttori all'opera. Poi tornavo a casa, andavo su YouTube, cercavo i beat che mi piacevano e ci rappavo sopra, registrando tutto con un vecchio mezzo rotto. Avevo un pc vecchio". Così fino a quando il padre, la madre e la sorella (più grande di lui di dieci anni) non gli hanno regalato un computer più aggiornato: "Fino a 18 anni l'unico software che conoscevo era Audacity, facevo tutto lì. Cercando di non sovraccaricare troppo il pc, altrimenti si impallava tutto".

La passione per la musica gliel'ha trasmessa il padre: "Suona la batteria per passione, non per mestiere.

Si diverte, è bravo". La mamma l'ha persa quando era bambino: "Dipingeva. Mi ha imparato la dedizione. Il primo testo, che ho scritto quando avevo 11 anni, l'ho fatto leggere a lei. Era bruttissimo. Però mi disse: 'Sei bravo, continua'. Mi stimolava ad impegnarmi". Charles suona la chitarra, il basso e la batteria: "Tutto da autodidatta. Non sono un virtuoso. Ho provato a suonare anche il violino, ma sono una pippa. Vorrei imparare a suonare anche la tromba e il sax, ma sono totalmente ignorante. Ho comprato un sax su internet, ma mi è arrivato a casa un sax digitale che non so suonare. Ora non so cosa farmene, forse lo rivenderò".

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Nel disco c'è lo zampino di Mattia Castagna, detto "Fettina", bassista di fiducia di Carl Brave e suo braccio destro: "C'è dentro un anno di lavoro. Abbiamo iniziato a mettere insieme i pezzi la scorsa estate e lo abbiamo chiuso in piena quarantena. Ora non vedo l'ora di suonarlo dal vivo".

di Mattia Marzi

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