Timoria: Max Lepore racconta 'Speedball 2020', 25 anni dopo

Le session per il quinto album della band raccontate dal punto di vista del sound engineer

Timoria: Max Lepore racconta 'Speedball 2020', 25 anni dopo

In occasione del venticinquesimo anniversario della pubblicazione di "2020 Speedball", il quinto album di inediti in studio dei Timoria uscito nel 1995, Rockol ha contattato tutti gli elementi della band per farsi raccontare le session di lavorazione del disco di "Brain Machine" ed "Europa 3". Ecco, oltre a quelle dei singoli musicisti, la testimonianza di Max Lepore, il tecnico del suono che collaborò con la band durante le session di registrazione:

"Le influenze che [i Timoria] avevano portato in studio per '2020 Speedball' erano tantissime, e Omar [Pedrini] faceva per così dire da direttore d'orchestra. Mi ricordo di aver fatto con loro moltissimi ascolti, anche di band poco conosciute in Italia: non ricordo nessun album in particolare indicatomi come modello, ma posso dire che la direzione era quella tracciata da Bob Rock con le sue produzioni per Metallica e Skid Row".

"L'attitudine stessa dei Timoria, in quel periodo, era avere molte influenze. Erano influenzati anche da chi li veniva a trovare in studio, e non tutti erano competenti e preparati: dall'Avant Garde, durante le session, sono passati Mauro Pagani e dei ragazzi che qualche anno dopo sarebbero diventati i Le Vibrazioni, ma anche loro amici che non avevano alcuna preparazione musicale. Il bello dei Timoria dell'epoca era la grande capacità di interagire, di raccogliere da chiunque potesse dare il proprio apporto. Per esempio: le sale degli Avant Garde davano su un cortile, e uno dei muri dello studio era in comune con quello della cucina di un ristorante indiano: più di una volta ci capitò di sentire i cuochi cantare, e Omar - alla fine - li invitò a registrare come ospiti. I Timoria stavano vivendo autenticamente Milano, c'era uno scambio continuo con ciò che li circondava, e la cosa che mi rimarrà sempre nel cuore delle session di '2020 Speedball' è la loro spontaneità. E' stato il primo ingrediente di quel disco, ed è una cosa che nella stragrande maggioranza dei dischi di adesso purtroppo è andata persa. '2020 Speedball' non è nato da considerazioni di mercato, ma è figlio di cinque ragazzi che volevano uscire dal loro provincialismo".

"Succedeva spesso che per registrare una base si suonasse tutti insieme, ma non in modo sistematico, perché durante le session di '2020' è successo un po' di tutto: il lavoro è stato fatto combinando il digitale con l'analogico, anche se il banco mixer dal quale si gestivano tutte le tracce era completamente analogico".

"Mi facevano degli scherzi, perché - all'epoca - io ero quello 'razionale', e loro erano l'esatto contrario della razionalità. E poi ai tempi avevo ancora un po' di senso dell'umorismo, e li accettavo di buon grado. Quindi sì, appena vedevo un microfono o un cavo fuori posto correvo a sistemarlo. Sapete qual è il complimento più bello che mi abbiano mai fatto? Quando mi hanno detto che il mio studio sembrava un ospedale".

"Coi Timoria ci siamo trovati in un preciso momento storico con delle idee in comune: volevamo fare qualcosa di diverso e metterci alla prova, uscendo dai canoni. Con '2020 Speedball' ci siamo confrontati con realtà molto più grandi di noi, che davvero avevano inventato un sound, e credo che più di così non saremmo riusciti ad avvicinarci. Del resto gli anni Novanta sono stati gli ultimi anni in cui si poteva lavorare senza essere governati da sovrastrutture esterne al sistema discografico. Mi sono allontanato da un certo tipo di ambiente quando ho iniziato a sentirmi dire come mixare le canzoni dai direttori delle radio".

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