Mina, la storia di “Una zebra a pois”

Quest’estate vi raccontiamo le storie di 45 canzoni italiane che, pubblicate a 45 giri, hanno avuto successo fra gli anni Cinquanta e il Duemila.
Mina, la storia di “Una zebra a pois”

“Una zebra a pois”: 1960, L.Luttazzi - M.Ciorciolini - D.Verde, Ed. Suvini Zerboni

"Non è un caso che i primi tre grandi successi della Mina urlatrice siano tutti, fin dal titolo, carichi di suggestioni pittoriche: ‘Tintarella di luna’, ‘Una zebra a pois’ e ‘Mille bolle blu’. Pop-art o dadaismo che fosse, l'intenzione esplodeva poi in un canto così nuovo e spericolato da entusiasmare (o da lasciare allibiti). Come imbattersi inopinatamente in un astrattista a una mostra di paesaggi neoclassici".

(Michele Serra)

Nel giugno 1960, Mina è una sorta di fenomeno nazionale.

Come annota Giorgio Berti su "Epoca", "La sua popolarità ormai è tale, piace tanto a tutti, che la sua sola presenza basta a salvare anche il più brutto degli spettacoli. La recente trasmissione 'Sentimentale' è stata uno dei più grossi fiaschi della nostra televisione, ma benché il programma venisse irradiato a tarda ora, la gente restava alzata a guardarlo perché 'ci cantava la Mina'".

La citata trasmissione, in onda ogni mercoledì del giugno 1960, vede tra gli autori Ciorciolini e Verde, e Lelio Luttazzi come direttore d'orchestra. I tre scrivono 'Una zebra a pois', che la cantante cremonese presenta durante lo spettacolo insieme ad altre canzoni, tra le quali 'Sentimentale' e 'Il cielo in una stanza', destinata a insediarsi fino alla fine dell'anno in vetta alla hit-parade.

L'uscita quasi contemporanea di un 45 giri-divertissement come 'Una zebra a pois' e di un classico della canzone d'amore come 'Il cielo in una stanza' accentua lo stupore del pubblico di fronte alla disinvoltura mostrata dalla cantante nel cimentarsi con due brani così diversi. E del resto, la stessa stordente agilità nell'attraversare i "generi" è racchiusa anche nei tre minuti e rotti della 'Zebra a pois'. Per più di un minuto, la canzone naviga nel luccicante mare della melodia per grande orchestra - poi, all'improvviso, parte un assalto ritmico di autentico rock (si confronti l'accompagnamento dei fiati con la 'Lucille' di Little Richard). Come se non bastasse, nell'inciso e nell'insolito assolo vocale ("Pois, pois, pois, pois!") appaiono piccole parentesi jazz che l'orchestra di Tony De Vita sembra gradire (soprattutto il chitarrista, che si direbbe cresciuto a pane e Les Paul). In pratica, se due anni prima 'Volare' aveva aperto la porta alla rivoluzione "urlata", nel 1960 Mina abbatte le residue barriere e con il testo 'nonsense' di Verde si lancia divertita e irreverente tra gli stili musicali come fosse su un ottovolante. "La vedevi in un modo e due giorni dopo aveva già cambiato, evoluto, sempre più grande. Che spavento!", ha sintetizzato Lelio Luttazzi in un'intervista apparsa sul sito minamazzini.com. E infatti, in un'intervista del luglio 1960 (un mese dopo!) la 20enne Mina sembra già stanca della fase giovanile della sua carriera. "Mi secca non essere capita dalla gente e dai giornalisti. Io adesso sto tentando di fare delle cose diverse. Sono stata a Milano per scegliere 4 nuove canzoni da incidere, tutte sul tipo de 'Il cielo in una stanza'. Sono bellissime, e appartengono a un genere totalmente diverso dal mio solito. Nemmeno il ricordo di 'Tintarella di luna', di 'Una zebra a pois', di 'Folle banderuola'. Se capiscono questo mio nuovo genere, è segno che mi vogliono bene. E io continuo".

Nonostante l'improvviso disamore, la vitalità contagiosa di 'Una zebra a pois' non abbandonerà mai la cantante (che del resto, nel 1961 proporrà a Sanremo 'Le mille bolle blu'), e il brano resterà a suo modo un emblema di una rivoluzione musicale, della trasgressione di una generazione incapace di riconoscersi negli strazianti melodrammi sanremesi. Proprio per questo nel 1981 Ivan Cattaneo si è intelligentemente appropriato di questo brano per lanciare il suo 'Italian graffiati', uno dei dischi più venduti dei primi anni '80, basato sulla geniale intuizione di un'analogia tra il decennio successivo agli anni di piombo e l'epoca scanzonata del 'boom' economico.

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Il testo qui sopra, scritto da Paolo Madeddu, è tratto, per gentile concessione del Gruppo Sugar, dal sito “Galleria della Canzone”, sul quale potete trovare le storie di più di 200 canzoni italiane di grande successo.

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