Quando i Led Zeppelin suonavano con acrobati, giocolieri e porcellini

Con le due date alla Wembley Arena del 1971 gli Zeppelin hanno voluto sperimentare qualcosa di nuovo...

Quando i Led Zeppelin suonavano con acrobati, giocolieri e porcellini

Quando si ha tra le mani grande musica, non serve altro. La leggendaria band britannica capitana da Robert Plant e Jimmy Page ne era consapevole e agli albori degli anni Settanta proponeva concerti scarni, senza effetti speciali né particolari trovate sceniche. Senza nemmeno un gruppo d’apertura. Alle spalle aveva brani come “Communication Breakdown”, “Whole Lotta Love”, “Heartbreaker”, “Ramble On”, “Moby Dick”, “Immigrant Song” e “Since I've Been Loving You” che bastavano e avanzavano. Quando però all’interno del tour in Gran Bretagna del 1971 a supporto di “Led Zeppelin IV” sono state inserite anche due tappe alla Wembley Arena (all’epoca Wembley Empire Pool) il quartetto ha deciso di smuovere un po’ le carte e di provare qualcosa di nuovo in occasione della doppietta nell’arena londinese, che ha visto polverizzarsi in meno di un’ora i 19mila biglietti messi in vendita per i live, come ricorda la biografia “Il martello degli dei” di Stephen Davis edita nel 1985 e arrivata nella Penisola nella versione italiana solo tre anni più tardi grazie ad Arcana Editore. Scrive Davis che i concerti a Wembley “vennero allestiti come serate di vaudeville rock, quasi fossero dei circhi romani. Ci furono acrobati, giocolieri e un porcellino su un trampolino”. Come l’opening act furono scelti gli scozzesi Stone The Crows: a Les Harvey e Maggie Bell fu affidato il compito di scaldare gli animi prima che la furia del Dirigibile si scatenasse nell’Arena. Furia che non tardò ad arrivare. Si legge ne “Il martello degli dei”:

Quindi furono innestati gli spinotti e Ray Thomas, roadie e accordatore di Page, strimpellò una corda. Bbbbrrraaannngggg. Il pubblico rabbrividì visibilmente pensando che i Led Zeppelin stessero per suonare oltre la soglia tollerata dall’orecchio umano. “Era come se i timpani venissero spinti verso l’interno, come vele gonfie di vento”, scrisse un giornalista del Melody Maker. “È doloroso ma scatena emozioni comuni a tutti i presenti. Eccitazione, qualcosa di rozzo, qualcosa di così vivo che puzza. Poi Page ha riattaccato. È un’arte dell’esibizionismo, la sua. Si raggomitola silenziosamente, poi esplode abbaiando come se fosse un cane elettrico, con la bocca ancora piena di pungenti pezzettini d’osso… Si muove alla perfezione, conosce tutti i trucchi, si aggira con grazia. È un piacere guardarlo. Nel frattempo, Plant sta ancora urlando. Forse troppo forte, forse no. È uno spettacolo osceno”.

Non a caso i due concerti, fa notare Davis, erano stati presentati come “Magia elettrica”: “Gran parte dei fan che avevano assistito alle tre ore di assordante esibizione degli Zeppelin non potè non concordare”, si legge nella biografia.

Il tour britannico a supporto dell’album che contiene, tra gli altri brani, il capolavoro di oltre 8 minuti “Stairway to Heaven” ha preso il via il l’11 novembre 1971 a Newcastle e si è concluso sul finire del mese di dicembre. Ecco quello che gli Zeppelin hanno suonato nel primo e nel secondo live a Wembley:

20 novembre 1971, Wembley Empire Pool, Londra
Immigrant Song
Heartbreaker
Black Dog
Since I've Been Loving You
Rock and Roll
Stairway to Heaven
Going to California
That's the Way
Tangerine
Dazed and Confused
What Is and What Should Never Be
Celebration Day
Moby Dick
Whole Lotta Love

21 novembre 1971, Wembley Empire Pool, Londra
Immigrant Song
Heartbreaker
Black Dog
Since I've Been Loving You
Rock and Roll
Stairway to Heaven
Going to California
That's the Way
Tangerine
Bron-Y-Aur Stomp
Dazed and Confused
Celebration Day
What Is and What Should Never Be
Moby Dick
Whole Lotta Love

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