I capitolini Dalton sono un unicum nella scena legata al circuito punk/oi/street punk: pur avendo solide radici in questo humus, infatti, hanno un’anima striata di sensibilità pop. La medesima sensibilità che sembra prendere il sopravvento in questo nuovo album (il loro terzo) da poco disponibile su etichetta Hellnation.
Papillon è infatti un 33 giri che sconfina piacevolmente nel power pop, nel rock’n’roll glam più catchy e in lidi che solo in parte – almeno a livello sonoro – hanno a che fare col punk o gli spigoli della musica più stradaiola amata da skin, bootboy e street kid. E infatti, a dispetto degli eventuali pregiudizi di chi non li conoscesse, i Dalton sfornano il loro album più accessibile, fruibilissimo anche da chi non abbia ascolti particolarmente alternativi o sotterranei. Basta amare le melodie e un po’ di energia e il gioco è fatto – grazie anche a una produzione molto curata, a tratti ai confini col patinato, e a diversi accorgimenti per movimentare i brani, svincolandoli dai binari minimali delle strutture dell’oi e del punk.