Storia delle canzoni: “(Sittin’ on) The Dock of the Bay”

Il più grande successo, uscito postumo, della più grande star del soul scomparsa a soli 26 anni...
Storia delle canzoni: “(Sittin’ on) The Dock of the Bay”

La più celebre e venduta canzone di Otis Redding uscì postuma. Ma il grandissimo soul man, che ne completò la seconda e definitiva incisione giusto un paio di giorni prima di morire, ne aveva predetto perfettamente il successo. Era l’inizio di dicembre 1967, l’anno in cui aveva trionfato al Monterey Pop, l’anno in cui aveva temuto di perdere per sempre la sua voce, e l’anno in cui – pubblicando “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” – i Beatles lo avevano sconvolto, minandone alla base le certezze musicali fondate sull’R’n’B e spingendolo verso il pop.

Prima di partire per qualche show pre-natalizio con i suoi Bar-Keys, Otis Redding – che viveva nel suo Big O' Ranch appena fuori Macon, la città della Georgia dove era cresciuto e dove, grazie ai suoi successi, aveva costruito una residenza in una proprietà di 300 acri, la stessa in cui sarebbe stato sepolto – passò a Memphis, la sua città adottiva. Qui c’erano la sede e gli studi di registrazione della Stax, epica etichetta simbolo del Memphis Soul. Appena arrivato, si appartò con Steve Cropper e gli spiegò il piano, dopo avere gettato nel panico il boss della label, Jim Stewart, annunciando: “Questa sarà la mia prima canzone a vendere un milione di copie. E’ giunto il momento di apportare qualche cambiamento alla mia musica”.

Otis, dopo Monterey, si era dovuto sottoporre a un intervento chirurgico per rimediare alle cattive condizioni in cui versavano le sue corde vocali, sottoposte da cinque anni a un super lavoro tra incisioni e concerti.

Non sapeva veramente se, alla fine del periodo di assoluto riposo e silenzio impostogli dal chirurgo, avrebbe ritrovato la sua voce. Trascorse quel periodo tra il Big O' e una casa galleggiante che il suo promoter Bill Graham possedeva a Sausalito, di fronte a San Francisco. Ascoltava molta musica e rifletteva sui cambiamenti artistici in atto intorno a lui. La sfida dei Beatles al mondo del pop con “Sgt. Pepper”, tutta all’insegna della sperimentazione e della messa in discussione dei canoni del successo, lo aveva impressionato.

Fu a Sausalito, una volta fiducioso nel ritorno in forma delle sue doti e corde vocali, che aveva abbozzato la prima strofa di “(Sittin’ On) The Dock of the Bay”. Steve Cropper, che oltre che un chitarrista di classe – colonna della house band della Stax, Booker T & the MG’s – era un autore sensibile e geniale, capì subito che stavolta non era di fronte a un tipico pezzo soul di quelli che avevano scritto la storia e la leggenda del suo artista preferito. Otis stava veramente provando a introdurre del pop contemporaneo partendo proprio da quello che sarebbe diventato un capolavoro e un classico assoluto, e Steve lo aiutò completandone la melodia e quel testo memorabile che recitava “Sittin’ here resting my bones/ And this loneliness won’t leave me alone”. Pare che Otis, nella seconda versione dell’incisione completata in soli due giorni, quella che tutti noi conosciamo, terminò il pezzo fischiettando anzichè cantare perché non ricordava una strofa finale. Per reinserirla non ci sarebbe stato più tempo.

Salutò Steve Cropper e i suoi amici della Stax (tutti, dal presidente all’ultimo fattorino, lo adoravano), gli diede appuntamento a dopo i suoi concerti per raffinare, produrre e mixare il pezzo, partì con i suoi Bar-Keys e dopo due giorni era morto: il suo aereo precipitò in Wisconsin il 10 dicembre del 1967. Dal tragico schianto si salvò solo il trombettista Ben Cauley.

Dopo il servizio funebre, che riunì decine di artisti soul e di discografici e addetti ai lavori attoniti per la scomparsa del più grande tra i grandi a soli 26 anni, la Stax e la Atlantic (distributrice) chiesero a Steve Cropper di confezionare quel pezzo a cui lui e Otis avevano lavorato, perfezionandolo in post-produzione, per pubblicarlo dopo Natale. Steve ci provò ma, oltre ad aggiungere quei gabbiani e quella risacca che fanno da sfondo all’apertura del pezzo, non si sentì di modificare nulla. Il suo cuore era troppo pesante, e la canzone andava bene.

“Dock of the bay” uscì così e vendette 4 milioni di copie, salendo direttamente al primo posto nella classifica di Billboard appena dopo la sua uscita, l’8 gennaio 1968…

(qui il testo di "(Sittin’ on) The Dock of the Bay")  

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