Pop Smoke, parla la fidanzata del rapper ucciso: ora si parla di un'esecuzione
A qualche giorno di distanza dall'omicidio di Pop Smoke, ucciso da un colpo di arma da fuoco nella sua casa a Hollywood la scorsa settimana, parla la fidanzata del rapper. Lo fa con un lungo post pubblicato sui social, nel quale - oltre a parlare del loro rapporto - racconta anche il loro ultimo incontro.
Yummy Yellow, che nella vita fa la modella, nel post pubblicato dopo l'ultimo saluto a Pop Smoke, che si è svolto in forma privata lo scorso fine settimana, ha scritto tra le altre cose:
Intanto, gli inquirenti continuano ad indagare sulla morte di Pop Smoke, scomparso a soli 20 anni. Inizialmente i media avevano riferito di una rapina finita male nella sua abitazione. Gli inquirenti avevano avevano deciso di indagare su quella pista perché poco prima di morire Pop Smoke aveva pubblicato sui suoi canali social ufficiali alcune foto che lo ritraevano con soldi e oggetti di valore e in una di queste compariva anche l'indirizzo della sua abitazione - foto che, secondo chi indaga, avevano attratto i malintenzionati. Ma TMZ racconta un retroscena che solleva dubbi sulla modalità dell'omicidio."Insieme abbiamo imparato ad essere consapevoli. Niente poteva piegarlo o spezzarlo, era così resiliente. Non ha smesso mai di stupirmi con la sua onestà: di lui sapevo tutto, e quando dico tutto dico tutto. Mi dicevi che ti tenevo in equilibrio. Hai superato le mie aspettative come uomo. Ho provato a proteggerti da tutto, lo sai...".
Secondo il sito statunitense di gossip e intrattenimento - il primo a riportare la notizia della morte di Pop Smoke - i video delle telecamere di sorveglianza lascerebbero pensare a una vera e propria esecuzione: quattro uomini si sarebbero introdotti nell'abitazione del rapper. Tre di questi, poi, sarebbero rimasti fuori dalla porta, mentre uno sarebbe effettivamente entrato, uscendo dopo aver sparato alcuni colpi di pistola. Ma a mani vuote.
Sempre TMZ ricostruisce anche gli ultimi giorni di vita di Pop Smoke. Appena pochi giorni prima di essere ucciso, domenica 16 febbraio, il rapper avrebbe dovuto esibirsi al Kings Theatre di Brooklyn, ma a poche ore dall'inizio dello show aveva comunicato sui social che l'esibizione era stata annullata "per colpa del dipartimento di polizia di New York". Che però ora riferisce al sito che fu in realtà lo stesso Pop Smoke a decidere di annullare quell'esibizione, su suggerimento dei poliziotti, dopo essersi cacciato nei guai con alcune bande di Los Angeles.