YoungBoy, in bilico tra trap emozionale e vita spericolata

L’artista di vent’anni, che ha già avuto diversi problemi con la giustizia, è uno dei rapper più cercati su YouTube. Ha appena pubblicato il suo nuovo progetto “Still Flexin, Still Steppin!”
YoungBoy, in bilico tra trap emozionale e vita spericolata

Kentrell DeSean Gaulden, questo il vero nome di YoungBoy Never Broke Again, abbreviato in “NBA”, ma conosciuto semplicemente come YoungBoy, nasce il 20 ottobre 1999 a Baton Rouge, in Louisiana. È stato cresciuto principalmente dalla nonna. A soli vent’anni è già stato in carcere diverse volte: fra quelle mura ha iniziato a scrivere le sue prime liriche e rime. I problemi con la giustizia sono stati tanti e di diversa natura: possesso di droga, violenza e sequestro di persona. Seppur giovanissimo, ha vari figli con differenti madri. Nelle sue canzoni fa i conti con la sregolatezza della sua vita, gioca molto sugli eccessi entrando appieno nel “rap game” (in alcuni video si fa riprendere mentre brandisce armi), ma non rinuncia a brani più intimi, in cui si guarda allo specchio pentendosi dei suoi errori. In “Overdose, brano da 150 milioni di visualizzazioni su Youtube, una delle piattaforme più utilizzate per consolidare il suo successo (“Genie” ha raccolto oltre 250 milioni di click), si confronta con i suoi fantasmi e dichiara di non essere mai stato una brutta persona. Ha una media di 14 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, rientrando così fra i 200 artisti più ascoltati al mondo. Nel suo modo di fare trap emergono anche sentimenti di rivalsa, classici di un certo mondo hip hop, come in “AI Youngboy” e “Fed Baby’s”.

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Accostamenti e collaborazioni con JuiceWRLD, Gucci Mane e Plies, Meek Mill, Young Thug, 21 Savage, Boosie Badazz e Yo Gotti, hanno accresciuto la sua fama, facendolo diventare uno degli artisti rap più cliccati. Ha pubblicato da poco un nuovo album, “Still Flexin, Still Steppin!”, il quinto della sua carriera: un mix di brani street ed edonistici, ma sempre emotivi. Il sound di Atlanta è quello che si riconosce maggiormente, ma la forza di YoungBoy non è solo nella struttura musicale, ma anche nell’immaginario e nelle storie che racconta. Nulla di nuovo, ma rispetto a tanti colleghi rapper figli delle piattaforme digitali (qualche anno fa si sarebbe detto “Soundcloud rap”), YoungBoy dimostra stile e attitudine. Manca il grande salto dal web alla realtà, quello che i fan aspettano e che sperano possa arrivare con il nuovo progetto.

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