Alan Clark, Dire Straits Legacy: “Le nostre canzoni vivranno per sempre”. L’intervista.

Il primo marzo all’Auditorium Conciliazione di Roma la band con membri della formazione originale dei Dire Strats e la partecipazione di Trevor Horn
Alan Clark, Dire Straits Legacy: “Le nostre canzoni vivranno per sempre”. L’intervista.
Credits: locandina concerto

“È stata la gente a chiedere che le canzoni dei Dire Straits tornassero a essere suonate da chi c’era in quegli anni. Sono le persone che amano la musica, il motore di tutto quello che facciamo”. Il tastierista Alan Clark, ex membro della rock band britannica dal 1980 fino allo scioglimento del 1995, si emoziona ancora quando ripensa alla nascita dei Dire Straits Legacy, super band che rievoca il mito del gruppo un tempo capitanato da Mark Knopfler. “Fu Marco Caviglia, diversi anni fa, a contattarmi, chiedendomi di suonare con lui durante uno show fra le montagne del nord Italia, le Dolomiti – ricorda il musicista – ho subito capito che Marco era un grande studioso della chitarra, dei Dire Straits e di Mark Knopfler. Diventammo amici e insieme facemmo un altro concerto. Rimasi colpito da quanti fan dei Dire Straits ci continuavano a chiedere di celebrare quegli anni fantastici, cantando le canzoni che erano la colonna sonora della loro vita. E così è stato”.

Nel 2013 nasce il progetto Dire Straits Legacy con l’idea di far riascoltare a tutti i brani memorabili incisi dal gruppo nato nel 1977. Nel 2017 è arrivato il primo tour internazionale, organizzato da We4Show, che ha visto la super band esibirsi con successo in Francia, Svizzera, Lussemburgo e anche in Sudamerica, con una serie di sold-out in diverse città. Lo show arriverà anche in Italia, il primo marzo all’Auditorium Conciliazione di Roma. La formazione di oggi è di assoluto livello: oltre ad Alan Clark, ci sono altri musicisti che hanno militato nei Dire Straits come Danny Cummings (percussioni e cori), Phil Palmer (chitarre e cori) e Mel Collins (sax). Spazio anche ad Andy Treacey (batteria) e agli italiani Marco Caviglia (voce e chitarra) e Primiano Di Biase (tastiere). Con il recente ingresso di Trevor Horn, leggendario produttore e musicista che ha collaborato con gli Yes e i Buggles di “Video Killed the Radio Star”, il gruppo si è ancora di più consolidato. “Trevor ha alzato il livello del gruppo – sottolinea Clark – suona il basso, una delle sue grandi passioni. Quando gli parlai di questo progetto rimase colpito, gli piaceva l’idea di uscire ogni tanto dal suo ruolo, che è quello di produttore, e di tornare in una dimensione di band. Con una naturalezza incredibile, ha iniziato a percorrere la strada insieme a noi”. Possono esistere i Dire Straits senza Mark Knopfler? “In un certo senso no, senza Mark la band non è quella di un tempo, siamo tutti coscienti di questo, e infatti non fingiamo certo che questa sia una reunion – spiega il musicista - non lo è, è qualche cosa di diverso. Questa è una celebrazione della musica dei Dire Straits. Il ‘nostro Mark Knopfler’, Marco Caviglia, ha un compito difficile, ma che porta a termine con grandissima dedizione e rispetto”.

Quello che rende i Dire Straits senza tempo, sembra banale dirlo, ma sono le canzoni. “Una grande canzone resta tale per sempre – dice Clark - rappresenta qualcosa di speciale sia per chi l’ha scritta, sia per chi l’ha ascoltata. Fissa dei momenti nel tempo e si può tramandare. Quando mi chiedono: qual è stato il vostro segreto? Rispondo semplicemente: le canzoni. C’era e c’è un’anima dentro quei brani, che passa di padre in figlio. La musica si evolve, cambia, ed è giusto sia così. Ma le canzoni rimangono, per sempre”. In scaletta non possono mancare classici come “Money for Nothing”, “So Far Away”, “Sultans of Swing”, “Walk of Life” e tante altre hit, ma anche brani del nuovo album di inediti “3 Chord Trick” prodotto da Phil Palmer e dallo stesso Clark, che nella sua carriera ha lavorato anche con Eric Clapton e Bob Dylan. “In tanti mi chiedono pareri sulla musica di oggi e sulle nuove tecnologie – conclude Clark – la verità è che non è cambiato nulla rispetto al passato sulla qualità della musica. Oggi come allora esiste musica fatta bene e musica fatta male. Forse la prima, attualmente, è più difficile da scovare, ma esiste. Rimpiangere il passato non serve”.

(Claudio Cabona)

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