Sanremo 2020, il meglio e il peggio della seconda serata

Le nostre pagelle al Festival, seconda puntata: cosa è funzionato e cosa no, in un'altra serata lunghissima
Sanremo 2020, il meglio e il peggio della seconda serata

Anche la seconda serata serata del Festival di Sanremo è stata lunghissima: inizio alle 20.50, fine oltre l'1 e mezza. Anche questa sera abbiamo preso il tempo all'uscita del primo Big: 22 e 03, 73 minuti dall'inizio.

Anche questa sera rimane la sensazione di un Sanremo-carrozzone, con tante cose messe assieme senza un vero racconto, con le canzoni in gara schiacciate da tutto il resto - soprattutto in queste prime due serate, in cui sono solo 12. Vediamo se da giovedì, quando i big saranno 24 per ogni sera, cambierà la percezione.

Il meglio della serata
Bella l'introduzione, con la gag di Fiorello vestita da DeFilippi e lei che chiama in diretta: mon sappiamo se fosse scritta (probabile), ma in sala stampa l'ufficio stampa di Amadeus e quello della conduttrice di Amici si davano il cinque, soddisfatte per la riuscita.

Passando alla musica, rimane la percezione di un buon livello delle canzoni: bene Levante e Pelù, artisti che sanno tenere il palco, anche in TV. Bene Gabbani, in versione più seria e riflessiva rispetto ai Sanremo precedenti. Divertenti i Pinguini Tattici Nucleari: l'operazione è quella de Lo Stato Sociale, ma "Ringo Starr", è già un tormentone. Tosca gioca in un altro campionato, letteralmente: porta un brano da Tenco, intepretato con eleganza. 

Rimanendo sempre in tema musicale: ci piacerebbe un disco digitale con le versioni dei classici di Sanremo cantate da Tiziano Ferro. Questa sera il duetto con Massimo Ranieri è stato davvero emozionante. 

Il peggio della serata
Della lunghezza abbiamo già detto. Tocca ribadire quello che abbiamo detto ieri sera: la regia e la scenografia penalizzano le canzoni. Il palco appare piatto e uguale per tutte le canzoni, gli "stacchi" si perdono passaggi importanti: in altro mondo, rispetto alla regia da "videoclip dal vivo" degli ultimi due anni, in cui c'era un'idea di messa in scena per ogni canzone.
Tra i passaggi dei big, Enrico Nigiotti e Paolo Jannacci sono parsi più in difficoltà. Decisamente rivedibile pure l' "inedito" dei Ricchi e Poveri, una nuova versione di "Everlasting love"- che incisero già nel '68, qua rivisita in versione tunz-tunz e cantata in playback, come buona parte del lungo medley di successo...

Ecco il commento di Gianni Sibilla, dalla Sala Stampa dell'Ariston.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.