Primal Scream, luce e oscurità
“Una mattina ero seduto in un bar vicino agli studi e Robert Plant è passato lì fuori”, racconta il frontman dei Primal Scream Bobby Gillespie ricordando le sessioni di registrazione di "More Light", il decimo album della formazione scozzese. Prosegue Gillispie, intervistato da Rockol sei anni fa in occasione della pubblicazione del disco: “Ha bussato alla finestra ed è entrato. Dopo saluti, abbracci e convenevoli, gli ho detto che stavamo registrando l’album, e tentando di finirlo. Mi ha risposto che per qualsiasi aiuto sarebbe stato lì ancora fino a giovedì. Era lunedì. Ho richiamato alle sei del pomeriggio gli studi dove stava lavorando Robert, chiedendo di parlare con lui. Robert mi ha richiamato più tardi, gli ho chiesto se poteva cantare su questo pezzo. Ha risposto di sì e due giorni dopo è arrivato in sala prove. È stata una grande sessione”.
Nello specifico, il coinvolgimento del già cantante dei Led Zeppelin è nato dalle perplessità del chitarrista Andrew Innes a proposito di uno dei brano dell’album, “Elimination Blues”: “Andrew pensava fosse incompleta, voleva una voce più acuta e pensava potessimo farla meglio”, illustra Gillispie. Ma come descrivere “More Light” nel suo complesso? Dice Gillispie:
“More Light” è un modo per intendere “aperto”. Dal momento che le canzoni di “XTRMNTR” o “Evil Heat” o “Riot City Blues” erano piuttosto aggressive e realistiche, arrabbiate, abbiamo pensato di creare qualcosa che fosse più “aperto”, positivo. Ci sono un sacco di brani che parlano di oscurità, emozioni e sensazioni nascoste. Le cose di cui le persone non vogliono parlare, di cui si vergognano e che fanno male.
La videointervista completa la trovate qui: