X Factor 2019, gli inediti: i dettagli e il commento

Abbiamo ascoltato i brani che verranno presentati stasera e ne abbiamo parlato con i concorrenti del talent show che tra poco saliranno sul palco a interpretarli

La puntata di X Factor che verrà trasmessa questa sera, giovedì 21 novembre, vedrà i sette concorrenti rimasti in gara presentare a giuria e pubblico i propri inediti, che saranno disponibili sulle principali piattaforme digitali tra poche ore. Rockol ha ascoltato i brani e ne ha parlato con i rispettivi interpreti e coautori. Ecco, canzone per canzone, cosa ascolteremo a brevissimo sul palco dell'X Factor Dome.

"Cornflakes", Eugenio Campagna (scritta da Eugenio Campagna): ballad piuttosto tradizionale, con un incipit sporcato di elettronica alla quale subentra un arrangiamento a base di batteria, basso e chitarra acustica che gioca molto sulle dinamiche, asciugandosi sulle strofe e gondiandosi sui ritornelli.

"E' un inedito senza sorprese, è la solita canzone d'amore", ha commentato Eugenio, "Ma di canzoni d'amore abbiamo sempre bisogno. Quello che canto è un amore vissuto in solitudine, in una stanza, dove si cerca un amore che spesso non c'è. Spero che la storia che racconto diventi universale, una storia di tutti. Ho scritto musica e testo, a questo pezzo tengo molto: io tendo ad attaversare l'indie pop in modo trasversale, mi piace definirmi real pop, all'insegno della semplicità e della realtà. L'ha prodotto Federico Nardelli, che lavora con Ligabue ma che io ho conosciuto grazie a Gazzelle: su 'Cornflakes' ha messo tanta attenzione, facendo un ottimo lavoro. Io sono molto contento".

"Chasing Paper", Giordana Petralia (scritta da Sia Furler, Pineapple Lasagne e Samuel Ronald Dixon): brano marcatamente dance, con bassi molto profondi e una linea vocale scandita e serrata già dalle prime battute. Il breve fill contaminato dall'elettronica non riesce del smarcare il pezzo da una forse eccessiva omogeneità nell'incedere, che comunque - almeno a giudicare dai concorrenti che la ascoltano insieme all'interprete - risulta abbastanza coinvolgente. "Sia è la mia cantante preferita, per me è una gioia immensa cantarla", commenta Giordana, "Il brano mi descrive al 100%, perché parla di una ragazza che all'inizio sembra avere problemi a esprimersi. Descrive bene il mio percorso a X Factor: nella seconda parte della canzone la protagonista vuole sentirsi libera dai giudizi delle altre persone per spiccare il volo, e spero che con questo pezzo riuscirò a fare la stessa cosa. Rispetto al mio ingresso a X Factor mi ritengo maturata: all'inizio avevo delle pecche, ma ora credo di essere migliorata. Trovare un equilibrio è molto importante, per me". Su "Chasing Paper" Giordana ha abbandonato la sia amata arpa: "Però mi piacerebbe creare un suond acustico, solo per arpa e voce, per questo brano...".

"Enfasi", Sierra (scritta da Giacomo Ciavoni e Massimo Gaetano): strofe serrate e ritornello forte, con una buona apertura. Il duo romano gioca sul sicuro presentando un brano già rodato. "'Enfasi' l'abbiamo portata alle audition, ma in una forma diversa", spiegano loro, "E' grazie alla produzione di Big Fish che la canzone ha trovato la sua completezza. Prima aveva un non so che di cover, così abbiamo deciso di toglierli questa 'puzza di cover' e di mettergli un vestito nuovo, ovviamente con la benedizione del nostro produttore Big Fish".

"Like I Could", Nicola Cavallaro (scritta da Tom Walker, Jon Green e Jordan Riley): pezzo ritmato, uptempo, che permette all'interprete di tirare fuori la voce nel ritornello, giocando sulle differenze di dinamica tra i vari momenti della canzone. Sull'altare del ritmo, forse, è stata sacrificata qualche finezza che avrebbe permesso a Nicola di sfruttare meglio le sfumature del suo timbro. "E' un inedito con sonorità internazionali e moderne, qualcosa di nuovo perfetto per un artista italiano che voglia saltare al di là delle Alpi, ma ha anche fascino soul, retrò", commenta Nicola: "E' prodotto da Michele Canova, un gigante che ha lavorato con tutti i migliori, e per me è davvero un onore".

"Glum", Davide Rossi (scritta da Roberto Vernetti e Michele Clivati): un efficace hook lancia la voce di Davide che sul ritornello si dimostra in tutta la sua potenza, supportato da un arrangiamento robusto ma non invadente. "Mi incuriosisce il contrasto che si crea, sul ritornello", ha spiegato lui: "La melodia sembra felice ma il testo, per la verità, racconta cose tristi ("Mi sento giù da quando mi ha lasciato / Per favore torna, non posso vivere senza te"). Il brano è il più coerente possibile con il percorso che ho fatto fino a ora qui a X Factor: sto ancora cercando la mia identità, 'Glum' è un buon punto di partenza".

"A domani per sempre", Sofia Tornambene (scritta da Sofia Tornambene e Valeria Romitelli): è la canzone con la quale la giovane cantante marchigiana ha conquistato pubblico e giuria alle auditions. L'incipit della nuova versione resta più o meno uguale all'originale solo per piano e voce: nella prima parte sotto alla linea principale si insinua un tappeto di synth sotto il quale si fa largo, dall'inizio della seconda strofa in poi, un loop percussivo. Lo sforzo nel cercare di dare all'unico pezzo lento del lotto una veste commerciabile è comprensibile, ma alla canzone e alla sua interprete e coautorice un'inizione di personalità non serviva. Almeno non in questo caso, e probabilmente non in questi termini. "Sono onorata di portare questa canzone, che per me è molto importante", spiega Sofia: "E' stata la prima che ho scritto da sola, a quattordici anni, per dimostrare a mio padre - fino ad allora il mio autore - che sarei stata capace di farlo. Non mi sono mai innamorata, e in questo brano ho scritto cosa vorrei fosse per me l'amore. E' stato prodotto da Shablo: ha un nuovo vestito, diverso da quello della versione originale, che era solo piano e voce. L'essenza è sempre la mia, ma qui a X Factor sono cresciuta, e la stessa cosa ha fatto questa canzone. Le è stato dato un vestito giusto: mi fido di Shablo: negli ultimi anni ha prodotto un sacco di hit".

"Elefante", Booda (scritta da Alessio Sberzella, Martina Bertini, Federica Buda, Samuel Romano, Davide Napoleone, Alessandro Bavo): veloce, cattivo e distorto. Quasi solo voce e batteria, con un arrangiamento scarno e break a fratturare - ma non a rallentare - il tiro impostato da Alessio Sbarzella. Il trio romano, grazie alla produzione di Samuel e Ale Bavo, è l'unico che osa, proponendo un brano magari un po' ingenuo nel testo ma che ha il merito di mettere la personalità davanti alle prospettive di vendita e alle performance nelle playlist. "E' nato qua dentro, nel loft", spiegano loro: "Ha delle sonorità Booda, e ci tenevamo a scriverlo in italiano. Il testo racconta di una lotta costante tra il bene e il male ambientata nella giungla urbana. Ci sono delle allegorie, con riferimenti a diversi animali, perché in ognuno di noi convivono diverse personalità".

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