La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
CHUCHO VALDÈS IN CONCERTO AL BLUE NOTE
DA DOMANI GIOVEDI 21 A SABATO 23 APRILE
CHUCHO VALDÉS torna al Blue Note Milano (via Borsieri, 37) da domani fino a sabato 23 aprile, per i consueti due concerti a sera alle 21.00 e alle 23.30 (apertura porte ore 19.30; per informazioni/prenotazioni: 02.69016888).
Il pianista cubano sarà accompagnato da Mayra Caridad Valdès (voce), Lazaro Rivero Alarcòn (basso), Giraldo Piloto (batteria), Yaroldi Abreu (percussioni) e Roman Filiu (sassofono). L’ingresso è di 30,00 euro (sconto del 40% per i giovani sotto i 26 anni per il secondo spettacolo delle 23.30).
Il Blue Note Milano sarà chiuso domenica 24 aprile.
CHUCHO VALDÉS è una delle figure fondamentali del latin-jazz attuale. Il pianista cubano fonda nel '73 il gruppo Irakere, uno dei più importanti nella fusione di jazz, rock e ritmi afrocubani per poi suonare con le all-stars di Dizzy Gillespie e Stan Getz. E’ oggi al centro dell' esplosivo revival della musica latina, dalla salsa al mambo fino a ripescare tutte le forme più arcaiche delle danze in voga sull'isola di Cuba. Ma Valdés, pur facendo tesoro di tutta la cultura afrocubana rimbalzata negli anni dall'Havana a New York e ritorno, ha assimilato anche molto jazz di scuola be bop. Tra i maestri del piano jazz, Chucho adora i "classici" Art Tatum, Duke Ellington, Erroll Garner, Bud Powell e Hank Jones, ma anche i più moderni Bill Evans, Cecil Taylor e Keith Jarrett. E' anche lui un virtuoso della tastiera, capace di rimescolare tutte le sue esperienze cubane e americane degli ultimi decenni con un emozionante gusto della citazione. Accompagnato da un contrabbassista e da due torrenziali percussionisti, Chucho Valdés alterna brani suoi, classici della musica latina come ‘El cubanchero’, ‘Los caminos’ e perfino ‘But not for me’ di George & Ira Gershwin, tutti rivissuti in chiave latino-americana. Un'impresa tra il frastornante e il vertiginoso, come solo un campione del jazz e del pop più enciclopedico potrebbe fare.
CHUCHO VALDÈS IN CONCERTO AL BLUE NOTE
DA DOMANI GIOVEDI 21 A SABATO 23 APRILE
CHUCHO VALDÉS torna al Blue Note Milano (via Borsieri, 37) da domani fino a sabato 23 aprile, per i consueti due concerti a sera alle 21.00 e alle 23.30 (apertura porte ore 19.30; per informazioni/prenotazioni: 02.69016888).
Il pianista cubano sarà accompagnato da Mayra Caridad Valdès (voce), Lazaro Rivero Alarcòn (basso), Giraldo Piloto (batteria), Yaroldi Abreu (percussioni) e Roman Filiu (sassofono). L’ingresso è di 30,00 euro (sconto del 40% per i giovani sotto i 26 anni per il secondo spettacolo delle 23.30).
Il Blue Note Milano sarà chiuso domenica 24 aprile.
CHUCHO VALDÉS è una delle figure fondamentali del latin-jazz attuale. Il pianista cubano fonda nel '73 il gruppo Irakere, uno dei più importanti nella fusione di jazz, rock e ritmi afrocubani per poi suonare con le all-stars di Dizzy Gillespie e Stan Getz. E’ oggi al centro dell' esplosivo revival della musica latina, dalla salsa al mambo fino a ripescare tutte le forme più arcaiche delle danze in voga sull'isola di Cuba. Ma Valdés, pur facendo tesoro di tutta la cultura afrocubana rimbalzata negli anni dall'Havana a New York e ritorno, ha assimilato anche molto jazz di scuola be bop. Tra i maestri del piano jazz, Chucho adora i "classici" Art Tatum, Duke Ellington, Erroll Garner, Bud Powell e Hank Jones, ma anche i più moderni Bill Evans, Cecil Taylor e Keith Jarrett. E' anche lui un virtuoso della tastiera, capace di rimescolare tutte le sue esperienze cubane e americane degli ultimi decenni con un emozionante gusto della citazione. Accompagnato da un contrabbassista e da due torrenziali percussionisti, Chucho Valdés alterna brani suoi, classici della musica latina come ‘El cubanchero’, ‘Los caminos’ e perfino ‘But not for me’ di George & Ira Gershwin, tutti rivissuti in chiave latino-americana. Un'impresa tra il frastornante e il vertiginoso, come solo un campione del jazz e del pop più enciclopedico potrebbe fare.