Addio a Robert Hunter, la penna dei Grateful Dead

Il poeta e scrittore Robert Hunter aveva 78 anni ed è venuto a mancare nella notte di ieri, 23 settembre. Tra le sue collaborazioni più celebri, oltre a quelle passate alla storia con i Grateful Dead, Hunter ha scritto testi anche per Bob Dylan.

Addio a Robert Hunter, la penna dei Grateful Dead

È venuto a mancare ieri notte, all’età di 78 anni, il poeta e scrittore Robert Hunter, storico collaboratore della band di Jerry Garcia la cui penna ha firmato molti dei testi dei Grateful Dead. A comunicare la dipartita di Hunter è stata la famiglia che, attraverso un comunicato, ha diffuso in questi termini la triste notizia:

È morto in pace a casa nel suo letto, circondato dall’amore. Sua moglie Maureen era accanto a lui tenendogli la mano. Che i fan che l’hanno amato e sostenuto in tutti questi anni possano trovare  conforto nel sapere che le sue parole sono tutte intorno a noi e in questo modo lui non se ne andrà mai per davvero. In questo momento di dolore per favore omaggiatelo nel modo che tutti conoscete, stando insieme e ascoltando la sua musica. Che siano le canzoni a viaggiare nell’aria.

Di contro alle sperimentazioni sonore della storica band statunitense Robert Hunter, al secolo Robert Burns, classe 1941, ha dato il suo contributo a brani come, tra gli altri, “Dark Star”, “China Cat Sunflower”, “Uncle John’s Band”, “Box of Rain”, “Scarlet Begonias” e “Touch of Gray”, occupandosi della scrittura dei testi con contributi che hanno presto reso il poeta un vero e proprio componente, anche se non in via ufficiale, dei Grateful Dead. La band acid rock non è stata l’unica alla quale Hunter ha prestato le sue abilità liriche, messe a disposizione anche di Bob Dylan – Hunter ha scritto i testi di due brani di “Down in the Groove” (1988), di quasi tutte le canzoni di “Together Through Life” (2009) e di un pezzo di “Tempest” (2012) -, Elvis Costello, Jim Lauderdale, Greg Anton, Steve Kimock, David Nelson, Pete Sears e Rob Barraco, per citare alcune delle sue collaborazioni. A proposito del lavoro con Dylan Hunter si era così espresso in un’intervista concessa all’edizione statunitense di Rolling Stone: “È l’unica persona con la quale abbia lavorato alla quale concedo la libertà di cambiare le cose. Dopo tutto, Bob Dylan è Bob Dylan”.

L’ultimo tour solista di Robert Hunter, che ha dato alle stampe anche diverse pubblicazioni in solitaria, è andato in scena nel 2013: lo scrittore aveva raccontato di essersi imbarcato nella turnée per far fronte alle spese mediche dovute ai problemi di salute che Hunter si era visto a dover fronteggiare. 

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