Billie Eilish a Milano: "Non cerco di essere diversa, non si può fingere la genuinità”
Bille Eilish ha lucidità di un’artista che è consapevole del suo successo, e la passione e l’emotività dei suoi 17 anni e mezzo. Numeri da capogiro: 36 milioni di follower su Instagram, un album - When we all fall asleep, where do we go?”,- da 1.300.000 tra copie e stream, solo negli Stati Uniti. E’ la rivelazione dell’ultimo anno, adorata dal pubblico, dalla stampa e dai colleghi musicisti di ogni generazione; ma ammette la paura per tutta questa attenzione, anche se il peggio è passato. Ora è contenta di dove è arrivata, e racconta il suo percorso senza omettere le difficoltà: “Credo che la mia musica funzioni perché non ho mai cercato di fare qualcosa volutamente ‘diverso’. Non si può fingere la genuinità: non ho un'agenda, non sono contro qualcosa, o non c’è qualcosa che non farò a priori. Sono semplicemente aperta”, racconta.
Billie si presenta alla stampa italiana in un albergo di Malpensa, qualche ora prima del suo concerto - ln cui si farà male ad una caviglia alla prima canzone - a Rho. Solo qualche mese fa aveva suonato in club da 3.000 persone, ieri c'erano 20.000 spettatori al secondo giorno del Milano Rocks: teoricamente gli headliner sono i Twenty One Pilots, ma una buona parte del pubblico era lì per lei, e infatti ha fatto di tutto per concludere lo show, nonostante il dolore causato dall'infortunio. All'incontro pomeridiano è accompagnata dalla mamma, che filma tutto con il telefonino. Ogni tanto le suggerisce una parola, ma non ce n’è bisogno: Billie parla di tutto, non si tira indietro, e non le manca certo la parlantina.
Interamente vestita di giallo fosforescente, con una parte dei capelli decolorati della stessa tonalità, occhi azzurri e sguardo intenso: racconta che il successo delle sue canzoni e la pressione dei media inizialmente l’ha terrorizzata “C’è stato un momento in cui non mi stavo divertendo per niente”, dice. “Troppo lavoro, poco sonno e poco cibo. Ho iniziato tutto questo a 13 anni, a 15 anni ero già in tour. Pensate ai vostri 15 anni: sono comunque un periodo difficile. E io ero in quel periodo avevo già tutto questo da gestire.... C’è stato un momento in cui rifiutavo tutto quello che stava succedendo. Non potevo neanche andare neanche a comprarmi una maglietta. Sono stata completamente depressa e sono contenta di non essere più in quella fase”.
Ora si sente a suo agio, e si vede che lo è, dall’atteggiamento, dal modo tranquillo in cui risponde alle domande dei giornalisti. Però pure gli endorsment di grandi artisti l’hanno spaventata: “Sentire Dave Grohl che dice che il rock non è morto perché ci sono io, sentire un paragone con i Nirvana, fatto da una persona con quella carriera.… Ho vissuto una fase in cui ero davvero preoccupata, sono giovane e sono una ragazza, che nel mondo dello spettacolo non è facile. Ma ho sempre voluto parlare a più gente possibile, anche anche al mondo del rock, e avere Dave Grohl come supporter... Ha significato tantissimo”.
Già, perché Billie Eilish parla ai teenager come lei, ma anche ad un pubblico più adulto: prova ne è che il suo disco di debutto “When we all fall asleep, where do we go?”, ha fatto numeri impressionanti in streaming, ma altrettanto buoni nelle vendite in formato fisico: “Non ho problemi ad essere considerata un modello per le persone della mia generazione. Ma mi piace parlare a pubblici diversi. Non c’è un limite di età o di quello che fai per quello ascolti. Mi fa capire che sto facendo una cosa buona”.
La sua musica veniva incisa in casa, con il fratello. Ma ora tutto è cambiato: anche Finneas sta per lanciare la sua carriera solista. “È tutto migliorato, c'è più gente che lavora con me, gli hotel sono migliori, riesco a gestire meglio il mio tempo… Credo che il secondo album lo scriverò più facilmente stando in tour. Quando sarò a casa, proverò a riposarmi. Non credo che inciderò più in camera: è come portarsi il lavoro dall’ufficio. Quanto a Finneas, non so cosa succederà con la sua carriera, ma non avrà ricadute sulla mia: è un’esperienza che farà bene a lui e a noi.. Non gli sto troppo addosso, ora, perché deve finire le sue canzoni, e so quanto è difficile questa fase”.
Inevitabile che il discorso si allarghi, dalla propria carriera all’esterno. Quando le chiedono che effetto le fa sentire le sue canzoni cantate ai talent show: “Non ho problemi, ma non ho bisogno di averci a che fare”, dice. “Sembrano spesso sembrano un episodio di ‘Black Mirror’. Credo che non sarei mai stata selezionata. perché prendono solo persone che cantano bene ma in maniera soft e pulita. E poi, se vinci, non succede nulla comunque". Si infervora quando le si chiede della quasi coetanea Greta Thunberg: “Se solo la gente ascoltasse di più le persone come lei… Cerco di non imporre le mie idee o il mio stile di vita agli altri, ma è molto semplice: se ci sono alcune cose che fanno male al pianeta e agli altri, non bisogna farle” .