Billie Eilish e quel brutto infortunio: la recensione del concerto di Milano

La giovane popstar è stata sfortunata: durante i primi minuti del suo live al Milano Rocks del 31 agosto Billie Eilish si è fatta male a una caviglia. Dopo di lei, i Twenty One Pilots hanno chiuso la rassegna che ha sede nell'Area Expo di Rho.

Billie Eilish e quel brutto infortunio: la recensione del concerto di Milano

"È il concerto più imbarazzante che abbia mai fatto". Non è andata benissimo la data estiva di Billie Eilish del suo tour a supporto dell’esordio “When We All Fall Asleep, Where Do We Go?”, andata in scena nella seconda serata di Milano Rocks, all'Area Expo di Rho, ieri sera, 31 agosto. Non è stata colpa della giovanissima popstar, però, se il concerto non ha potuto spiccare il volo: appena entrata in scena, dopo qualche secondo, saltando sulle prime note di “bad guy” la cantante californiana è caduta facendosi male alla caviglia. Billie resiste, prosegue con il secondo brano in scaletta, “my strange addiction”, ma il dolore è troppo forte: "Scusatemi, fa davvero male, mi ero già infortunata a questa caviglia un mese fa", dice al suo pubblico l'artista non ancora diciottenne, che davanti all'imprevisto sembra ancora più piccola, mentre con i capelli colorati raccolti in due cipollotti cerca di spiegare alla folla quanto stia diventando difficile andare avanti con il concerto. Billie si scusa, non ce la fa e lascia il palco. Riemerge dopo diversi minuti, tra gli incoraggiamenti dei fan che mostrano alla Eilish e alla sua band - oltre al fratello e collaboratore Finneas c'è il batterista Andrew Marshall - tutto il calore possibile, raggiungendo il palco rannicchiata in groppa a un tecnico: l'immagine ancora una volta ci ricorda che l'astro nascente del pop, dai lineamenti angelici e dai vestiti extra large, è ancora una ragazzina, estremamente talentuosa ma pur sempre una ragazzina, con le sue fragilità, nel pieno delle montagne russe che conducono ai vent’anni. Si va avanti: Billie c'è.

Tra bassoni potentissimi che quasi coprono del tutto la voce flebile della Eilish la cantante nata a Los Angeles continua a tenere fede al suo impegno e sostenuta dagli “I love you!” del pubblico canta “idontwannabeyouanymore”, dall’EP di Billie “Don’t Smile at Me” (2017), seduta. Poi un'altra pausa: "Sarà divertente, per voi", scherza mortificata la cantante, che fatica a nascondere le smorfie di dolore per la sua caviglia. È la volta di “xanny” e della hit “wish you were gay”, che lascia il posto a “all the good girls go to hell", “bellyache” e “ocean eyes”. “Ancora due canzoni e basta, non ce la faccio. Grazie per essere rimasti fino a questo momento, io me ne sarei sicuramente andata", dice la cantante, che – restia a rimanere seduta e a contenere l’energia nonostante l’acciacco - accorcia la scaletta rispetto alle precedenti date del tour e prende commiato con i singoli “when the party’s over” e “bury a friend”. Sono le 20.20 e già sul palco i tecnici corrono qua e là per preparare la scena agli headliner di questa seconda serata di festival, i Twenty One Pilots, anche se non è così chiaro, stavolta, se il grosso del pubblico – stando agli organizzatori il concerto è sold out con 20mila biglietti venduti - sia qui per il duo dell’Ohio o per Billie. Dopo l’esibizione della Eilish qualcuno lascia il concerto, ma la maggior parte dei presenti non abbandona le sue postazioni e resta in attesa che Tyler Joseph e Josh Dun facciano capolino nell’arena estiva del Milano Rocks. La demarcazione tra i fan dell’una e degli altri è abbastanza netta: da un lato ci sono i giovanissimi, ma soprattutto le giovanissime, incluse diverse bambine con genitori al seguito, con capelli colorati, vestiti larghi, pantaloni mimetici fluorescenti e cappellini simili a quelli che spesso indossa la loro beniamina; dall’altro ragazzi e ragazze un poco più grandi che indossano fasce gialle al collo, in testa, intorno alle dita, parte dell’immaginario di “Trench” - l’ultimo capitolo discografico della band di “Chlorine”, uscito nel 2018 – fatto proprio dalla Skeleton Clique. Entrambe le fanbase, però, sembrano apprezzare tutte e due le band e fino all’ultima nota dei Twenty One Pilots è difficile trovare aria tra la folla stretta intorno a un palco particolarmente infelice, che costringe molti a non avere alternative ai maxischermi.

Sull’incidente della Eilish torna anche il duo statunitense, chiedendo un applauso per la compagna di palco prima di entrare nel vivo della tappa meneghina del “Bandito Tour”, che incede senza trascurare l’aspetto scenico dello show: Tayler e Josh sono due performer, pronti a cimentarsi con acrobazie, siparietti che coinvolgono tanto il pubblico quanto gli addetti alla sicurezza, cambi d’abito continui, fuochi e crowd surfing. Da “Jumpsuit”, che apre il live, a “Trees”, che lo chiude, la band a stelle e strisce, che ha costruito il suo sound tra l’hip hop, il reggae, l’elettronica e i suoni più duri, non abbassa la guardia per un solo istante, mettendo insieme uno spettacolo in cui non sono solamente le canzoni le protagoniste della festa. Per quanto diversi tra loro Eilish e i Twenty One Pilots, anticipati entrambi dal punk rock dei Fidlar quando ancora il sole scottava sul Decumano dell’Area Expo, hanno la capacità di catalizzare una sofferenza profonda, che può scaturire da una sfera molto personale, come nel caso di Billie Eilish, o anche da riflessioni più legate alla realtà esterna nel suo complesso. È una confusione virtuosa quella della cantautrice losangelina che canta “I lost my mind, I don't mind” e quella dei Twenty One Pilots che cantano le sorti di Clancy, prigioniero in fuga dalla città di Dema. Non è un concerto di facile ascolto, specie se si presta attenzione ai testi dei brani, e colpisce vedere la folla ballare sulle note di parole così dure. La festa è davvero finita e non tutti ne sono usciti, letteralmente, in piedi.

L’arena si svuota e tutto sembra tornare a scorrere come ha sempre fatto. Ma sotto all’apparenza a fine concerto si dà idealmente appuntamento quella comunità di anime inquiete che trova pace solo quando la folla si dirada e si resta con quei quattro buoni amici a svuotare i fondi delle bottiglie e a lasciare spazio all’affiorare dei primi sogni. Nel gruppo, con una maglietta gigante, c’è anche Billie Eilish, che sussurra: “I'll call you when the party's over”.

(Erica Manniello)


Scaletta Billie Eilish:
bad guy
my strange addiction
idontwannabeyouanymore
xanny
wish you were gay
all the good girls go to hell
bellyache
ocean eyes
when the party's over
bury a friend

Scaletta Twenty One Pilots:
Jumpsuit
Levitate
Heathens
The Hype
We Don't Believe What's on TV
Lane Boy
Holding on to You
Stressed Out
Jump Around (House of Pain)
Ride
My Blood
Cut My Lip
Morph
Car Radio
Chlorine
Trees

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