Gli anni di Maradona nel Napoli: la scena musicale in Italia

L'ideale colonna sonora degli anni magici di Maradona in terra partenopea.
Gli anni di Maradona nel Napoli: la scena musicale in Italia

Le date magiche sono tre. Giovedì 5 luglio 1984: Maradona viene presentato ufficialmente allo stadio San Paoli di Napoli, accolto da circa ottantamila persone, arrivato da Barcellona (dove aveva giocato nelle stagioni 1982-1983 e 1983-1984) come una vera rockstar. In testa alle classifiche italiane quella settimana c'è "Self control" di Raf, seguita da "Relax" dei Frankie Goes To Hollywood. 16 settembre 1984: l'esordio di Maradona in Serie A, a Verona (dove il Napoli perde per 3 reti a 1). A fare da ideale colonna sonora, "Friends" di Amii Stewart, dopo che "Fotoromanza" di Gianna Nannini ha passato quattro settimane consecutive alla numero uno. 17 marzo 1991: la data dell'ultima partita di Maradona in Serie A, che vede il Napoli battere per 1 a 0 il Bari. Al termine della partita un controllo antidoping rivela che il calciatore è positivo alla cocaina. L'Italia canta "Se stiamo insieme" di Riccardo Cocciante, che ha appena trionfato al Festival di Sanremo battendo a sorpresa quella "Spalle al muro" scritta da Mariella Nava e interpretata da Renato Zero che qualche settimana prima aveva fatto alzare in piedi la platea dell'Ariston.

Se dovessimo immaginare la colonna sonora di "Diego Maradona", il docu-film di Asif Kapadia (già regista di "Amy", che nel 2015 raccontò nascita, ascesa e morte della popstar londinese) presentato lo scorso maggio a Cannes e atteso nelle sale cinematografiche a fine settembre (ma solo per tre giorni, il 23, 24 e 25), non potremmo lasciare fuori i successi italiani legati a queste tre date. Anche se, ovviamente, il cuore pulsante della tracklist sarebbe rappresentato da ciò che succedeva a Napoli negli stessi anni in cui "El pibe de oro" faceva i suoi miracoli.

Quando Maradona arriva a Napoli, a metà degli anni '80, la scena musicale partenopea è al massimo del suo splendore: i suoi massimi esponenti hanno tutti raggiunto il successo e si sono affermati su scala nazionale. L'esperienza di Napoli Centrale, il gruppo fondato nel 1975 da James Senese e Franco Del Prete che aveva raccolto la crème de la crème dei musicisti napoletani dell'epoca, è ancora viva e i dischi dello stesso James Senese, di Tony Esposito (alle lavorazioni di "Rosso Napoletano", il suo esordio del 1975, partecipa anche l'inglese Paul Buckmaster, già arrangiatore per Elton John e David Bowie) o anche di Pino Daniele (che all'inizio della sua carriera aveva avuto modo di suonare per un breve periodo con il gruppo) le rendono omaggio. Un'eredità, quella del "Neapolitan Power", così come venne battezzato il suono definito da questi grandi musicisti, che è stata recentemente riscoperta da realtà come il collettivo Napoli Segreta, dai Nu Guinea e - in salsa elettronica - Liberato.

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Nel frattempo, un altro artista napoletano ha iniziato a farsi strada: Nino D'Angelo. La sua popolarità, nell'anno dell'esordio di Maradona nel Napoli, è alle stelle: mentre Pino Daniele ha iniziato già con "Bella 'mbriana" del 1982 quella ricerca sonora che tra gli anni '80 e '90 lo avrebbe visto passare dalla canzone napoletana al blues, e poi dal blues alla world music, con le sue canzoni Nino D'Angelo ha conquistato il gradimento dei concittadini - e non solo. Successi come "'Nu jeans e 'na maglietta" e "Sotto 'e stelle" e film come "La discoteca", "Uno scugnizzo a New York" e "Popcorn e patatine", hanno fatto del cantante napoletano un vero e proprio fenomeno. "Napule tre cose tene 'e bello: Maradona, Nino D'Angelo e 'e sfugliatelle", recita la scritta su alcuni manifesti appiccicati sui muri di Napoli, con le facce del cantante e del calciatore. I due si incontrano al San Paolo durante un allenamento del Napoli e vengono immortalati in questo scatto.

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Altre due date magiche. 8 marzo 1991: Maradona sale sul palco del concerto dei Queen a Buenos Aires per annunciare "Another one bites the dust". La storia, in breve: impegnati con il loro "The game tour", Freddie Mercury e soci decidono di invitare allo stadio José Amalfitani un ospite speciale, quel Diego Armando Maradona che sui campi argentini con indosso la maglietta degli Argentinos Juniors - prima del passaggio al Boca - lascia a bocca aperta gli appassionati di calcio. "Diego venne a trovarci nel backstage e, da bravi ‘calciatori’, ci scambiammo le nostre rispettive magliette. Maradona si mise sù la mia, quella con la Union Jack che sfoggiavo spesso in quel periodo e Freddie si pigliò la sua casacca dell’Argentina con ovviamente il 10 sulle spalle", ha raccontato recentemente Brian May, il leggendario chitarrista della band, a proposito dell'episodio.

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19 aprile 1989. Il Napoli è in trasferta a Monaco per la semifinale di Coppa Uefa contro il Bayern. Dalle casse dell'Olympiastadion nel pre-partita suona "Live is life" degli Opus e Maradona si mette a palleggiare sulle note della canzone, strappando gli applausi e le risate dei tifosi.

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Una curiosità: nel 1986 Diego Armando Maradona incise insieme al duo argentino dei Pimpinela, composto da Lucía Galán Cuervo e Joaquín Roberto Galán Cuervo, un 45 giri intitolato "Querida amiga", dedicato alla mamma. Ne esiste anche una versione in italiano, intitolata "Mia dolce amica".

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"Diego Maradona", realizzato da Kapadia assemblando interviste esclusive all'ex calciatore e immagini tratte dal suo archivio personale, sarà distribuito nei cinema italiani il 23, 24 e 25 settembre da Nexo Digital e Leone Film Group (sul sito www.nexodigital.it le info sulle sale che lo proietteranno).

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