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NEWS   |   Italia / 20/05/2019

Samuel Heron volta pagina dopo il divorzio da Fedez: l'intervista

Il rapper riparte, stavolta da solo. E racconta: "Per molto tempo ho cercato di non ascoltare le cose che avevamo fatto".

Samuel Heron volta pagina dopo il divorzio da Fedez: l'intervista

Il nome di Samuel Heron non è nuovo ai seguaci della scena rap italiana. Classe 1991, originario di La Spezia, Samuel Costa (Heron è un omaggio a Gil Scott-Heron, considerato tra i precursori dell'hip hop mondiale) è stato ideale metà dei Bushwaka, duo da lui composto insieme all'ormai ex sodale Mike Highsnob, scioltosi nel 2016 in seguito ad alcuni dissidi con l'etichetta per cui avevano firmato, la Newtopia di Fedez e J-Ax: "Per tanto tempo ho cercato di non ascoltare le cose che avevamo fatto. Non per rancore nei confronti di Mike, ma per un discorso personale. Ho legato tutto a una serie di esperienze negative che ci sono capitate in quel periodo", racconta oggi il rapper, che dopo lo scioglimento dei Bushwaka è ripartito da solista, con un progetto tutto suo di cui "Triste", l'album uscito lo scorso venerdì, rappresenta il primo tassello. Ma se Highsnob nei mesi successivi all'uscita del duo dalla Newtopia si scontrò pubblicamente con Fedez, l'atteggiamento di Heron è diverso: "Secondo me le idee di quel progetto e le ambizioni erano in conflitto con quello che erano i tempi e la mentalità del mercato discografico in quel momento. Alcune scelte sono state rischiose e avventate. Ma tutto quello che è successo mi ha formato".

Ora con "Triste" Samuel Heron prova a lasciarsi il passato alle spalle: "Già il titolo rimanda a un'idea di rottura. Non c'è una connessione con quello che c'è stato prima. C'è un cambiamento, prima di tutto a livello musicale", spiega lui. Nel disco il rapper si muove con agilità tra diversi stili musicali: rap, trap, influenze afro e latine, elementi tropical. La produzione delle tracce contenute nell'album (tra gli ospiti ci sono anche Lodo di Lo Stato Sociale e Tony Effe della Dark Polo Gang) è stata curata dal Team Itaca, collettivo che riunisce producer come Merk & Kremont, Leonardo Grillotti ed Eugenio Maimone: "Dietro questi pezzi c'è un lavoro anche psicologico. Mi hanno fatto capire che era giusto che io mi lasciassi andare e che non facessi più musica solo seguendo alcuni paletti mentali per paura di mostrare alcuni lati del mio carattere o per paura della reazione del pubblico". È per questo che è cambiato anche il suo rapporto con i social network: "Oggi l'artista può farsi condizionare di più che in passato. Vorrei limitare l'utilizzo dei social: sono un mondo luccicoso dove tutto va bene, e questo non fa che aumentare il malessere e la frustrazione, soprattutto dei giovani. I social chiedono di mostrare solo il meglio di te. Mostrare il tuo lato più sensibile non è facile".

Sulla copertina del disco, Samuel tiene tra le mani una tromba: "È uno dei miei strumenti preferiti e sulla copertina è come se fosse la mia arma. Simboleggia un fucile. La verità è che la musica è l'unica cosa che mi ha permesso di affrontare i miei problemi, di cambiare la mia vita. La musica è la mia forza".

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