Gene Simmons vs music industry

Ipse dixit: dopo la boutade di qualche anno fa, il Demone dei Kiss affonda ulteriormente. Il rock è morto, ma l'industria discografica è "una cazzata patetica"

Gene Simmons non rinuncia mai a fare polemica. Nel 2014 già aveva tenuto a ribadire che secondo lui il rock è ufficialmente deceduto. Ora, nel corso di un'intervista rilasciata a MusicRadar, il bassista/cantante dei Kiss ha picchiato ancora più duro, accusando un'industria discografica definita "patetica" di impedire agli artisti di dare il meglio di sé.

Simmons ha detto: "Mi chiedete di scegliere 10 pezzi epocali... potrei individuarne un centinaio, un migliaio. Perché essere un fan della musica negli anni '50 e '60 era questo. Avevi i Beatles, Diana Ross, gli Zeppelin, Hendrix, gli Yes, James Brown, i Kinks...".
E ha continuato: "Ogni settimana c'era qualcosa come una ventina di nuove canzoni che ti sconvolgevano. Riuscite a immaginarvi cosa volesse dire ascoltare per la prima volta ‘Waterloo Sunset’? O ‘Twist and Shout’? O ‘Tutti Frutti’?".

L'analisi di Simmons prosegue così: "Oggigiorno ci sono molti talenti in giro - Lady Gaga, Bruno Mars, Adele... sono tutti grandissimi artisti – ma hanno le mani legate dall'industria discografica. L'industria fa le regole e dice che il rap deve suonare in un certo modo, il soul in un altro e l'EDM deve seguire certi canoni. E' una cazzata patetica! Non mi piace sembrare uno di quei tristoni lamentosi che dicono 'amico, come si stava bene tanto tempo fa!'. Eppure quando parliamo di musica... merda era davvero tutto molto meglio! Mi ha cambiato la vita!".

Insomma, business as usual: Simmons non le manda a dire. Voi siete d'accordo con lui?

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