Chris Cornell, il dottore che lo seguiva replica alle accuse della vedova: ‘Era ben consapevole degli effetti collaterali’
The Blast ha ottenuto e reso noti alcuni documenti che contengono la replica del dottor Robert Koblin alle dichiarazioni rilasciate dalla vedova di Chris Cornell, Vicky, all’indomani della scomparsa del leader di Soundgarden e Audioslave, che criticavano le cure prescritte all’artista statunitense, annunciando l’intenzione di denunciare Koblin per la modalità di prescrizione delle medicine assunte da Cornell nei suoi ultimi due anni di vita. Secondo la vedova, il medico avrebbe prescritto alla voce di “Black Hole Sun” troppi medicinali senza le adeguate visite preliminari e senza avvisarlo dei possibili effetti collaterali legati ai farmaci. Dai documenti emerge la posizione di Kobler, che sostiene di aver avvisato chiaramente Chris Cornell dei rischi connessi ai farmaci, spiegando che il musicista era “ben consapevole” degli effetti collaterali degli ansiolitici e che, nonostante questo, avrebbe chiesto lui stesso di “non essere informato” di eventuali rischi che avrebbe potuto trovarsi a dover fronteggiare. Ribadendo di aver fatto tutto quello che poteva per informare al meglio il suo paziente, il medico ha anche aggiunto che Cornell era “una persona propensa alla dipendenza”. Kobler ha inoltre dichiarato di essere tutelato dalle accuse di malasanità da una legge secondo la quale il medico non è responsabile della morte di un paziente se essa è causata da una malattia o da una condizione che persiste. Il medico avrebbe chiesto, scrive sempre The Blast, alla vedova di Cornell di mettere da parte consensualmente la causa.
Vicky Cornell, dal canto suo, ha rimarcato il suo punto di vista anche lunedì scorso nel corso in un incontro al Congresso degli Stati Uniti d’America sulla lotta alle dipendenze e, nello specifico, a quelle legate agli oppioidi, famiglia alla quale appartiene anche l’eroina. Tra i banchi dell’organo legislativo statunitense la vedova ha lanciato il suo appello perché il trattamento delle dipendenze possa un giorno rientrare nel sistema sanitario americano e, a proposito del marito, venuto a mancare il 18 maggio 2017 a Detroit, ha nuovamente affermato che egli non sarebbe stato informato correttamente sui rischi delle assuefazioni dal suo dottore, dopo aver precisato che “Chris aveva un problema al cervello”.