NEWS   |   Cinema / 30/01/2019

Beatles, torna “Let it be”: la storia, il commento di Franco Zanetti

Beatles, torna “Let it be”: la storia, il commento di Franco Zanetti

La Apple ha scelto opportunamente, e simbolicamente il 30 gennaio del 1969 – giorno in cui ricorre il cinquantenario dell’ultima performance dal vivo dei Beatles insieme, quella avvenuta sulla terrazza della sede di Savile Row al 3 - per annunciare l’uscita della versione restaurata del film “Let it be” (che si conclude in gloria proprio con le immagini di quella storica esibizione).
Le vicende di “Let it be” sono travagliate; non solo le riprese del film, avvenute fra gli studi londinesi di Twickenham e lo studio di registrazione allestito nello scantinato di Savile Row, sono state la testimonianza di un periodo cupo e malinconico della vicenda umana e artistica del quartetto di Liverpool, ma anche il film stesso ha avuto una vita piuttosto complicata, sia su grande schermo sia in home video.
“Let it be”, originariamente parte di un progetto intitolato “Get back”, uscì nelle sale nel 1970, in una versione “gonfiata” dai 16 millimetri delle riprese originarie a 35 millimetri. Fu poi programmato nelle sale e trasmesso più volte dalle televisioni (la BBC lo programmò il 26 dicembre del 1975, e fu trasmesso qualche volta anche dalla RAI).
La prima edizione in home video risale al 1981, su supporti VHS, Betamax, Lasedisc e Videodisc. Nel 1995 la “Anthology” dei Beatles – pubblicata prima in VHS poi su DVD – includeva parte delle riprese del film, e anche alcune sequenze prima inedite.
Ma la ripubblicazione in home video di “Let it be”, fuori catalogo e irreperibile da più di vent’anni, benché fosse stata annunciata come “prossima” da McCartney nel 2002, non aveva ancora visto la luce. Alcuni frammenti erano stati inclusi nel materiale promozionale per il CD “Let it be... naked”, la versione “de-Spectorizzata” dell’album voluta principalmente da Paul McCartney e uscita nel 2003. Lo stesso anno il regista di “Let it be”, Michael Lindsay-Hogg, aveva detto in un’intervista che sarebbe uscita nel 2004 una versione in due DVD del film – cosa non avvenuta. Nel 2007 la Apple Corps Ltd ha registrato il dominio internet letitbemovie.com, ma lo stesso anno Neil Aspinall, il capo della Apple, aveva annunciato che il film era “troppo controverso” per essere rimesso in circolazione (soprattutto perché mostrava, abbastanza impietosamente, lo stato di deterioramento dei rapporti personali fra i quattro Beatles). La stessa Yoko Ono, nel 2008, aveva fatto sapere che il DVD non sarebbe stato pubblicato nel prossimo futuro.
Il veto alla pubblicazione in home video di “Let it be” è stato attribuito nel corso del tempo a Paul, a Ringo, alla vedova di Harrison (Olivia) e a Yoko Ono. Nel 2011 il materiale originale in pellicola era stato trasferito in alta risoluzione digitale; se ne attendeva la pubblicazione per il 2012, cinquantesimo anniversario dell’uscita del primo singolo dei Beatles, “Love me do”, ma questo non avvenne. Nel 2012 Ringo dichiarò: “Un giorno o l’altro ‘Let it be’ uscirà, ma al momento non abbiamo piani in proposito”.
Nel 2013 e 2014 sono stati pubblicati in DVD gli altri film dei Beatles (“A hard day’s night”, “Help!”, “Magical Mystery Tour” e “Yellow Submarine”, ma ancora una volta “Let it be” mancava all’appello.
Nel 2016 un paio di frammenti di “Don’t let me down” e “I’ve got a feeling”, tratti dal concerto sulla terrazza, sono stati inclusi nel film e poi nel DVD di “Eight days a week – The touring film”, diretto da Ron Howard.
Di oggi è finalmente l’annuncio che “Let it be” uscirà in versione restaurata, in una data ancora non anticipata – e senza precisare se sarà trasmesso solo nelle sale o sarà anche disponibile in home video. Curioso che l’annuncio sia confinato alle ultime righe di un comunicato in cui si anticipa con grande enfasi che prossimamente uscirà anche un nuovo film tratto dal materiale girato da Lindsay-Hogg e della sua troupe (55 ore di immagini). Il film sarà diretto da Peter Jackson (“Il signore degli anelli”, “Lo Hobbitt”, “King Kong”) che ha dichiarato:


"Le 55 ore di filmati inediti e le 140 ore di audio messe a nostra disposizione rendono questo film l'esperienza definitiva che i fan dei Beatles hanno a lungo sognato: come una macchina del tempo, ci riporta indietro al 1969, facendoci accomodare in studio a guardare questi quattro amici fare buona musica insieme. Sono stato sollevato di scoprire che la realtà è molto diversa dal mito. Dopo aver esaminato tutto il materiale e l'audio che Michael Lindsay-Hogg ha girato, mi sono reso conto di quale incredibile e storico tesoro fosse. Certo, ci sono momenti di drammaticità, ma non emerge quella discordia a cui questo progetto è stato a lungo associato. Guardare John, Paul, George e Ringo lavorare insieme, creare canzoni da zero, non è solo affascinante: è divertente, istruttivo e sorprendentemente intimo. Sono elettrizzato e onorato di aver ricevuto l'incarico di realizzare questo film eccezionale, sarà una vera gioia".

La dichiarazione di Peter Jackson è in linea con l’operazione di revisionismo storico già avviata da Giles Martin commentando il suo lavoro sulla ripubblicazione “expanded” dell’Album Bianco (“The Beatles”) – sostanzialmente il figlio di George Martin aveva dichiarato che dall’ascolto dei nastri originari emergeva come le relazioni personali fra i quattro durante le registrazioni del disco non fossero assolutamente litigiose, ma anzi particolarmente amichevoli.
Essendo il film di Peter Jackson una produzione interamente supportata dalla Apple, c’è da aspettarsi che la selezione del materiale abbia privilegiato le sequenze (appunto) più “amichevoli” e meno cariche di tensione, dando origine a una versione “buonista” che, se soddisferà i fan dell’ultima ora, lascerà insoddisfatti gli storici e gli studiosi della storia dei Beatles. Ma come si è già scritto qui altre volte, quello che viene riproposto dei Beatles in questi ultimi anni non è da considerare un documento attendibile e obbiettivo, bensì un modo di rendere più commerciabili i prodotti messi in vendita; con grande soddisfazione economica della Apple, ma con molte perplessità da parte di chi vorrebbe che la storia non fosse riscritta dai vincitori - o dai superstiti.

(fz)

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