NEWS   |   Italia / 09/12/2018

Ottone Pesante - la recensione di "Apocalips"

Ottone Pesante - la recensione di "Apocalips"

A due anni dalla pubblicazione dell’ottimo “Brassphemy set in stone” il trio sperimentale degli Ottone Pesante, al secolo Francesco Bucci, Paolo Raineri e Beppe Mondini, torna con un nuovo lavoro in studio. “Apocalips” conta nove pezzi registrati da Gianluca Turrini e Max Bordin all’Inside/Outside Studio, in cui il suono della band, strutturato sempre sulla dicotomia tra ottoni e batteria, si fa più crudo grazie ad una maggiore sperimentazione sonora dei due fiati, mentre la batteria di Beppe Mondini continua a pestare duro, come da tradizione. Sono presenti le sfuriate veloci, melodiche e tecniche divenute ormai marchio di fabbrica del trio, alternate a parti più lente e di pathos, a pezzi più sperimentali e dodecafonici, fino ad altri più orchestrali/progressivi o con riferimenti al Black Metal, legame sempre più solido vista la collaborazione con Travis Ryan (cantante dei Cattle Decapitation, gruppo Death Metal californiano) per il pezzo "The fifth trumpet”.

Nel libro dell'Apocalisse si narra di sette trombe che annunciano catastrofi, sofferenze e morte per gli abitanti dell'intero mondo conosciuto. Il potenziale distruttivo degli ottoni è stato dimenticato dagli uomini che hanno cercato di relegare questi strumenti a generi musicali molto più miti e frivoli, ma gli Ottone Pesante ne hanno riscoperto l'antica tradizione di devastazione…

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