Smiths, la verità di Johnny Marr sullo scioglimento: 'Io e Morrissey immaginavamo un futuro diverso'. E stronca le speranze per una reunion

Smiths, la verità di Johnny Marr sullo scioglimento: 'Io e Morrissey immaginavamo un futuro diverso'. E stronca le speranze per una reunion

"Ci si potrebbe scrivere un libro, sullo scioglimento degli Smiths": è lo stesso Johnny Marr ad ammetterlo. L'ex chitarrista della band capitanata da Morrissey, intervistato dall'edizione statunitense di Rolling Stone, ha raccontato la sua verità su quello che è stato uno degli scioglimenti più duri da digerire dagli appassionati di rock di almeno tre generazioni.

Secondo la vulgata comunemente accettata dall''87 in poi, gran parte della responsabilità dello scioglimento sarebbe da addossare allo stesso Marr, che sfinito dalle tensioni interne alla band - allentate da un consumo forse troppo disinvolto di bevande alcoliche - lasciò il gruppo per essere sostituito (per brevissimo tempo, e senza alcuna fortuna) dal già Easterhouse Ivor Perry: il chitarrista, tuttavia, ha dipinto un quadro d'insieme ben più complesso e sfaccettato, dove non erano solo incomprensioni e differenze caratteriali a logorare i rapporti.

"I problemi di comunicazione sono solo una delle ragioni che ci ha portati allo scioglimento", ha spiegato Marr: "I gruppi, però, non si sciolgono per i problemi di comunicazione. Non avrei lasciato la band che avevo contribuito a fondare e nella quale avevo messo la vita solo dei problemi di comunicazione, giusto? Sarebbe stata una scelta indifendibile. Sentivo di non avere scelta, ed è andata bene così. E' stato doloroso, certo, ma doveva esserlo".

"Le differenze di personalità sono quelle che, spesso, creano una chimica interessante", ha riflettuto l'artista: "Immagino che quelle tra noi fossero arrivate a un punto da impedire che le cose andassero avanti. Penso che io e Morrissey vedessimo in modo differente il nostro futuro".

Inevitabile, in chiusura, la domanda sulla quella che è comunemente considerata la più sospirata, desiderata e improbabile delle eventuali reunion: a distanza di così tanti anni, e a fronte di una maggiore maturità da parte di tutte le parti in causa, è possibile sperare - un domani - di rivedere Morrissey e Marr insieme sullo stesso palco? "Non credo che il gruppo abbia più un futuro, ormai", è stata la risposta del chitarrista. Che alla domanda se questa sia una definitiva pietra tombale messa, da parte sua, su un'eventuale - sebbene altamente improbabile - reunion della band di "Meat Is Murder", risponde, tra il serio e il faceto: "Ho da fare un soundcheck, non posso stare qui per le prossime cinque ore".

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