Sanremo 2005: arrivano i ministri

Sanremo 2005: arrivano i ministri
Musica, cinema, televisione, radio, editoria. Tutti (un po’ nebulosamente) uniti per lo sviluppo del digitale legale e per l’introduzione di modelli economici gestibili contro il “Far West” della rete, a braccetto con aziende di tlc, Internet provider e imprese software/hardware e sotto l’ala protettiva dei ministri Lucio Stanca (Innovazione e Tecnologie), Giuliano Urbani (Beni e Attività Culturali) e Maurizio Gasparri (Comunicazioni). Nella sala stampa dell’Ariston, presenti il direttore generale Rai Flavio Cattaneo e Caterina Caselli Sugar (tra le promotrici del progetto dai tempi del convegno settembrino di Verona, vedi News), i tre rappresentanti del Governo illustrano il “patto di Sanremo”, un’intesa a largo raggio sull’integrazione tra esigenze di business ed esigenze di tutela dei diritti d’autore nell’era dell’informazione digitale e del file sharing.
“Il patto”, dice Stanca, “nasce da una discontinuità di mercato legata alla declino del prodotto fisico: un cambiamento che apre anche molte nuove opportunità. Ma bisogna anche pensare di proteggere la proprietà intellettuale, che ha un valore economico oltre che socioculturale. E introdurre codici di autodisciplina da parte degli operatori”. “Oggi”, interviene Urbani “adoperiamo uno strumento nuovo per rispondere al problema della pirateria via Internet. I risultati della sperimentazione introdotta col decreto n. 42 2004 ci dicono che siamo sulla strada giusta: la FIMI parla di una caduta del 25-30 % della pirateria musicale, cinematografica e software. Il Senato ha votato stamattina degli emendamenti, riconoscendo il fatto che il file sharing praticato dai giovani quasi certamente non ha fini di lucro, ma di puro beneficio personale. Le modifiche prevedono la detenzione da 1 a 4 anni e sanzioni fino a 15.500 euro per chi immette file in rete a scopo di lucro, una multa da 50 a 200 euro per chi distribuisce file altrui a scopo non di lucro, e di 150 euro (sempre con la confisca dei beni) per chi invece scarica soltanto. L’opinione del Governo era leggermente diversa. Noi avevamo voluto partire con un atteggiamento più rigoroso, ma nel nostro sistema il Parlamento è padrone”. Da parte sua Gasparri fa proiezioni sugli sviluppi di mercato: “Nel 2001 i collegamenti a banda larga erano 300 mila, oggi 4 milioni e mezzo: entro l’anno arriveranno vicino agli 8 milioni. E’ chiaro che si aprono mercati potenzialmente importanti per tutto il mondo delle comunicazioni”. Il dibattito si sposta poi sul classico tema del prezzo dei Cd e dell’Iva. Giuliani: “Non è vero che dove l’Iva è più bassa si ruba di meno, lo dimostrano le tabelle OCSE. Poi, io ho chiesto al Ministro delle Finanze di intervenire per portare l’imposta ai livelli medi europei”. “Anche l’industria discografica dovrà modificare strategie”, aggiunge Gasparri: “come succede per la telefonia, che ha puntato ad aumentare il numero dei clienti introducendo tariffe più basse”. “Il mercato è cambiato, ci sono stati anni in cui i discografici hanno oggettivamente guadagnato molto ma anche lasciato testimonianze importanti nella storia della musica popolare”, chiude Caselli Sugar. “Io rappresento un’etichetta indipendente che rischia di tasca propria sui suoi investimenti. Due dischi e mezzo su 10, una volta, pagavano gli altri, oggi il successo non paga neppure se stesso”. Questo il succo (?) della conferenza. Il resto sono parole, parole, parole.
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