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NEWS   |   Pop/Rock / 21/07/2018

Beyoncé, il Parco Archeologico del Colosseo spiega: "Richiesta presentata non con i tempi dovuti"

Beyoncé, il Parco Archeologico del Colosseo spiega: "Richiesta presentata non con i tempi dovuti"

Nei giorni scorsi Beyoncé e Jay-Z hanno fatto parlare di sé, dopo le recenti date italiane a Milano e Roma. E' infatti trapelata la notizia che il duo, dopo avere girato al Louvre di Parigi il primo clip del disco pubblicato a nome The Carters, avrebbe voluto usare un'altra location d'eccezione: il Colosseo.
Ma, riportavano diverse fonti, la richiesta sarebbe stata respinta perché il Colosseo era già impegnato. Da Alberto Angela, che avrebbe dovuto registrare un programma televisivo.

Secondo quanto invece precisa il Parco Archeologico del Colosseo, l'ente che gestisce il monumento, le cose sono andate diversamente - ovvero, il problema non era la non disponibilità del luogo, ma il fatto la richiesta andava presentata con più anticipo e in modo più specifico.

Si legge nella nota diffusa oggi:

In considerazione della complessità del monumento e della visibilità internazionale, l'iter doveva prevedere la presentazione con congruo anticipo di un progetto dettagliato in linea con le politiche culturali del Parco.

Si precisa che è pervenuta a questo ufficio il 26 giugno scorso da parte di una agenzia privata di tour operator la richiesta di apertura notturna del Colosseo per girare un video musicale nei giorni 7, 9, 10 luglio per conto di una società discografica di livello mondiale di cui non veniva precisato il nome. Nelle date indicate nella richiesta da parte dell'agenzia il monumento risultava utilizzato per riprese televisive da tempo programmate, oltre che interessato dalle attività di valorizzazione serali organizzate da questo Parco (Sangue e Arena; Luna al Colosseo).

Alla agenzia, che solo successivamente, il 2 luglio, segnalava di aver agito per conto della casa discografica di Beyoncé, è stato comunicato che, in considerazione della complessità del monumento e della visibilità internazionale, l'iter doveva prevedere la presentazione con congruo anticipo di un progetto dettagliato in linea con le politiche culturali del Parco.

Per la realizzazione di tali riprese, la prassi, oltre al canone concessorio (250.000 euro per il Colosseo), prevede necessariamente l'individuazione di una causa benefica a cui devolvere ulteriori fondi specifici, con modalità da concordare.

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