NEWS   |   Recensioni concerti / 07/07/2018

Beyoncé e Jay Z (soprattutto Jay Z) conquistano San Siro: la recensione del concerto di Milano

Beyoncé e Jay Z (soprattutto Jay Z) conquistano San Siro: la recensione del concerto di Milano

L'esperienza da osservatori ci ha insegnato che è sempre esistita una liturgia ben precisa nel flusso degli eventi che si susseguono nel lavoro di un cantante: tutto parte dall'incisione di un disco, a cui segue la promozione e poi il tour dal vivo. Ma si sa che le regole che valevano fino a un paio di anni fa, oggi sono state frantumate. Così accade che in “On the run II” che nessuna canzone di “Everything is Love”, disco dei coniugi Carter uscito a sorpresa qualche settimana fa, anche a supporto del tour europeo le cui vendite dei biglietti non andavano benissimo, venga eseguita durante il concerto (in realtà il disco nei piani originari sarebbe dovuto uscire alla fine del tour).

Macchissenefrega, in fondo. “OTR II” - secondo tour di Jay Z e Beyoncé, il primo che arriva in Italia a seguito il ricongiungimento avvenuto dopo le note burrascose vicende matrimoniali - è uno spettacolone progettato per celebrare globalmente la supercoppia afroamericana, ora che gli Obamas sono fuori dai riflettori.

Il concerto di San Siro inizia un po' a rilento, colpa del temporale che si è abbattuto dopo le 19:30 su Milano, ritardando l'arrivo del pubblico e anche l'inizio del concerto per poter asciugare il palco non provvisto di un tendone e per evitare che i balletti di Queen Bay finissero su Paperissima. Beyoncé procede all'inizio un po' incerta e anche il lento che i due ballano abbracciati su “Part II (on the run)” è teneramente piuttosto goffo.

Il palco è composto oltre che da una parte centrale, da due lunghi corridoi, muniti di tapis roulant,  che poi fanno da rotaie di una piattaforma mobile e sopraelevata che sovrasta il pubblico del pit. 

Alle spalle due enormi mega screen che si aprono per scoprire la band di circa 15 elementi, di cui 7 fiati, posti su una scacchiera verticale di 4 piani. Concludono la crew una quindicina di ballerine/i che accompagnano Beyoncé nei balletti di alcuni suoi pezzi (“Run the world”, “Formation”, “Countddown” e la latina “Mi Gente”).

OTRII è un grande show composto da una lunga scaletta ecumenicamente composta per non scontentare nessuno: non sempre gli scambi tra una canzone e l'altra funzionano e specie nella prima parte i set sembrano più continuazione dei video che fanno da interludio alle varie fasi del concerto, e sembra di stare ad uno show del Grammy Award piuttosto che ad un concerto dal vivo, quanto tutto è perfetto e un po' freddo.

Ma per fortuna c'è Jay Z. Eh sì, perché inaspettatamente sono proprio le sue parti che infiammano San Siro. Complice l'effetto sorpresa – è solo la seconda apparizione dal vivo in Italia, mentre Queen Bey ormai è di casa qui – una presenza scenica impressionante, un flow che non perde un passo e una scaletta ben calibrata. “99 problems”, “Big Pimpin'”, “Beach is better” e “N***** in Paris” sono pura potenza, e se avesse cantato “Empire State of Mind” (perché no?!?) sarebbe sicuramente saltato in aria San Siro. Ed è proprio Jay Z che vince il Momento ClaudioBaglioni con tutti i flash degli smartphone accesi per “4:44”, canzone che è una chiara ammissione di colpevolezza nonché una lunga richiesta di scuse verso la moglie per il suo comportamento da donnaiolo.  Al contrario Beyonce preferisce non inserire in scaletta i sui singoloni forti come “Halo”, “Love on top” e “Single ladies” per non perdere il filo del suo racconto.

I video che scandiscono i vari capitoli della storia sono girati come vecchi film francesi con Jean Paul Belmondo o Alain Delon, quelli minori e un po' avventurosi, e dividono le varie fasi del concerto: c'è al parte più legata alle cause civili e sociali con “Run the World” di Bey e “The Story of O.J.” e “Public Service Announcement”. Poi c'è tutta la cronistoria del tradimento, l'incazzatura di lei  (“Don't hurt yourself”), il pentimento di lui (“4:44”) e il ricongiungimento con  “Family Feud” cantato insieme. Ovviamente sono i pezzi cantati insieme quelli che infiammano (letteralmente, mai visto tanto fuoco, fisicamente e nei video come in questo OTR II) San Siro: quindi l'iniziale “'03 Bonnie & Clyde” (scritta da Kanye West), e poi la triade “Daja vu” “Show me what you got” e “Crazy in love” che accendono la chimica tra i due.

E poi ci sono ballerini e ballerine, belle coreografie, cambi di abito, botole che si aprono e chiudono e un paio di assoli di chitarra non richiesti. Chiude il concerto  “Young forever” cantata in coppia e in coro da uno stadio di San Siro non completamente sold-out, e ci immaginiamo gli Alphaville che ringraziano sentitamente Jay Z per avere contribuito a far diventare un inno globale un pezzo pop mediocre anni 80.Poi arrivano lunghissimi titoli di coda, come in un film Marvel: del resto questo spettacolo è più equiparabile a un blockbuster che a un semplice concerto pop.

(Michele Boroni)

 

SETLIST

Holy Grail (Bey and Jay)     
Part II (On the Run) (Bey and Jay)      
'03 Bonnie & Clyde (Bey and Jay)
Beach Interlude      
Drunk in Love  (Bey solo)   
Diva / Clique (Bey solo)    
Dirt Off Your Shoulder (Jay Solo)       
On to the Next One      
Fuckwithmeyouknowigotit (Jay Solo)     
Flawless / Feeling Myself  (Bey solo)      
Big Pimpin' (Jay solo)      
Jamaica Interlude    
Run This Town (Jay Solo)    
Baby Boy (Bey solo)     
Mi Gente (Remix) / You Don't Love Me (No, No, No)      
Bam (Jay Solo)    
Hold Up / Countdown (Bey Solo)     
Sorry (Bey Solo)     
Bar Fight Interlude    
99 Problems (Jay Solo)     
Ring the Alarm (Bey solo)     
Don't Hurt Yourself (Bey solo)     
I Care / 4:44 (Bey and Jay)     
Song Cry (Jay Solo)      
Resentment (Bey Solo)     
Running Interlude    
Family Feud (Bey and Jay)    
Upgrade U (Bey and Jay)
Niggas in Paris (Jay Solo)     
Beach Is Better (Jay Solo)      
Formation (Bey Solo) 
Run the World (Girls) (Bey Solo)     
Public Service Announcement (Jay Solo)     
Ballet Interlude     
The Story of O.J.     
Déjà Vu (Bey and Jay)     
Show Me What You Got / Crazy in Love      
Freedom (Bey Solo)     
U Don't Know (Jay Solo)    
Baptism Interlude    
Young Forever (Bey and Jay)

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